Di Pubblicato il: 31 Ottobre 2026Categorie: Politica

Baffi: «Legge regionale sulla cucina tipica lombarda: opportunità per valorizzare le eccellenze del Lodigiano»

«Il Lodigiano custodisce un patrimonio agroalimentare che merita di essere sempre più conosciuto e valorizzato: prodotti, ricette, sapori e saperi che raccontano la storia delle nostre Comunità e il lavoro di generazioni di agricoltori, allevatori, produttori e artigiani del gusto. Con l’approvazione della Legge regionale sulla valorizzazione e la promozione della cucina tipica lombarda, che ho convintamente sostenuto, si apre una nuova opportunità per dare maggiore visibilità a queste eccellenze e rafforzare il legame tra tradizione, qualità delle produzioni e sviluppo del territorio. Penso in particolare ai Prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) e alle Denominazioni comunali (DE.CO.), che permettono di riconoscere e promuovere le specialità legate alla storia e all’identità dei singoli Comuni. Valorizzare questo patrimonio significa sostenere le imprese locali, preservare competenze e tradizioni e creare nuove opportunità economiche e turistiche per il Lodigiano».

Così Patrizia Baffi, Consigliere regionale di Fratelli d’Italia e Presidente della Commissione Sanità, in merito all’approvazione in Consiglio regionale del Progetto di Legge «Disposizioni regionali per la valorizzazione e la promozione della cucina tipica lombarda».

«Per il nostro territorio questa Legge rappresenta un’occasione importante per promuovere in modo più strutturato le produzioni tradizionali e le specialità locali – continua Patrizia Baffi –. Accanto al Granone Lodigiano, simbolo della nostra tradizione casearia, possiamo valorizzare il Panerone, il Mascarpone artigianale e la Tortionata, dolce storico della tradizione lodigiana, tutti presenti tra i prodotti agroalimentari tradizionali riconosciuti a livello regionale. A queste eccellenze si affiancano altre specialità del territorio, come la raspadüra, il Bastardino di Lodi e i salumi della tradizione, che raccontano la ricchezza della nostra cultura gastronomica. Le DE.CO., dal canto loro, possono contribuire a valorizzare le peculiarità dei singoli Comuni, dando visibilità alle produzioni e alle preparazioni che ne caratterizzano la storia e l’identità. L’obiettivo è mettere in rete produttori, ristoratori, agriturismi e operatori turistici, affinché questo patrimonio possa diventare sempre più un elemento di attrattività e un’opportunità concreta per le imprese e per le comunità locali».

«Tra gli aspetti qualificanti del provvedimento – conclude Patrizia Baffi – l’articolo 5 prevede espressamente la promozione e il sostegno alla conoscenza dei prodotti agroalimentari tradizionali (PAT) e delle Denominazioni comunali (DE.CO.), insieme ai prodotti DOP, IGP, STG e agli altri regimi di qualità riconosciuti a livello europeo e nazionale. La Legge promuove inoltre le produzioni dei Distretti del cibo e le strade dei vini e dei sapori lombardi, anche attraverso campagne informative rivolte ai consumatori, con particolare attenzione ai più giovani. Importante è anche l’attenzione al passaggio generazionale nelle imprese agricole e tra i produttori, per garantire la continuità delle tecniche e delle competenze che custodiscono le nostre tradizioni».