Lodi, omicidio di Roberto Bolzoni: condannati zio e nipote a 30 e 18 anni

Lodi, 31 ottobre 2026 – Si è concluso con due condanne il processo di primo grado per l’omicidio di Roberto “Rambo” Bolzoni, il 60enne lodigiano trovato senza vita nella propria auto il 18 febbraio 2025, in piazza Omegna, nel quartiere San Fereolo. La Corte d’Assise di Milano ha inflitto 30 anni di reclusione a Roberto Zuccotti, 51 anni, ritenuto l’esecutore materiale del delitto, e 18 anni al nipote Andrea Gianì, 30 anni, considerato suo complice.
La decisione, pronunciata il 30 ottobre, ha accolto la richiesta della Procura per Zuccotti, mentre per Gianì la pena è stata ridotta rispetto ai 28 anni sollecitati dall’accusa.
Secondo la ricostruzione emersa nel processo, la vicenda sarebbe maturata nell’ambiente del gioco d’azzardo. La sera del 16 febbraio 2025 Bolzoni aveva incontrato i due imputati in un centro scommesse di via Villani, frequentato abitualmente da tutti e tre. Successivamente si erano spostati in auto verso San Fereolo, dove il sessantenne sarebbe stato aggredito e colpito con 38 coltellate. Dalla vettura erano stati sottratti gioielli, telefono e portafoglio, recuperati in seguito dagli investigatori in un’area verde del quartiere.
Il corpo era stato ritrovato due giorni dopo dalla moglie, che aveva denunciato la scomparsa il giorno precedente. Il delitto aveva suscitato forte impressione in città.
La sentenza ha inoltre riconosciuto una provvisionale a favore della moglie e della sorella della vittima, entrambe costituitesi parte civile. La vicenda giudiziaria, tuttavia, non è ancora conclusa: i legali dei due condannati hanno annunciato l’intenzione di ricorrere in appello, contestando la ricostruzione accusatoria e ritenendo che si basi prevalentemente su elementi indiziari. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro sessanta giorni.


