Di Pubblicato il: 31 Agosto 2026Categorie: Lettere

Lettere – Lodi si muove: è finita la luna di miele tra la città di Lodi e l’Amministrazione Furegato

Lodi, rifiuti dispersi negli spazi verdi

Con una mossa di marketing, la sinistra locale era riuscita nel 2022 a coinvolgere il voto moderato, scegliendo un candidato giovane, fisicamente piacente, risultato inadeguato per inesperienza alle sfide di un capoluogo, vieppiù nel gestire una squadra dilaniata al suo interno tra il centrismo affarista e il wokismo estremista.

I casi Scotti e Caserini, sempre sostenuti pubblicamente da Furegato, hanno dimostrato il contenuto del pacchetto (pacco?) politico comprato un po’ da tutti nel 2022, anche da molti di noi che facciamo parte di questo nuovo e fresco gruppo civico, unito soltanto dall’amore per il territorio.

Ma come sta Lodi in tutto questo? Facciamo un bilancio di fine mandato.

OTTO QUESTIONI APERTE PER LODI

1. PISCINA FERRABINI. Non è mai partita e il Comitato Ferrabini la descrive testualmente come «vasca da bagno». Lo stesso assessore Simone Piacentini, quando era all’opposizione, descriveva con parole irripetibili questo progetto, che ora sostiene.

2. IGIENE PUBBLICA. Le foto in allegato testimoniano una situazione invariata rispetto alla precedente amministrazione. Il cambio di passo non c’è stato?

3. SICUREZZA. Non dipende dal Comune: siamo onesti. Nessuna responsabilità diretta, ma tanta retorica e un’uscita infelice dell’assessorato competente, che attribuisce ai cittadini la colpa della percezione e non alla microcriminalità stessa, dilagante.

4. VERDE PUBBLICO. Dopo il caso Piarda – un ettaro di bosco naturale venduto ai privati e fresato, scelta sostenuta dall’assessore Caserini e dalla Giunta, mentre il delegato al Fiume Tommaso Premoli, su posizione critica, è stato messo a tacere – Caserini si conquista il soprannome di «motosega» e prosegue nei parchi con il terrorismo agronomico, per tutelare l’ente da cause di risarcimento temerarie. Intanto regna l’incuria, dove invece servirebbero strumenti di contenimento per il decoro. Sorvoliamo sugli ulivi collocati in mezzo alla strada, fuori ambiente e pericolosi per la sicurezza alla guida.

5. PONTE. I risarcimenti-briciola, distribuiti con criteri fumosi, non hanno tamponato l’enorme danno commerciale, esteso a macchia d’olio non soltanto alle vie interessate dall’intervento ingegneristico nato in seno al centrodestra, che noi abbiamo da subito contestato nel merito.

6. OPIFICIO DELLA CULTURA. È un buco. Non esiste un piano di sostenibilità economica. Furegato ha messo sul banco il tesoro dei lodigiani per accontentare i più stretti collaboratori: 6 milioni di euro sottratti a priorità stringenti, come la fame di case e la sicurezza.

7. RAPPORTI COI CITTADINI. In nessun comune italiano un assessore mette nero su bianco che non ha voglia di rispondere ai cittadini. Caso nazionale, con Lodi ancora una volta messa in cattiva luce.

8. ORTI SOCIALI. In attesa del promesso pugno duro contro gli anziani lodigiani, gli orti sono abbandonati, creando un ricettacolo di sporcizia, ratti, microspaccio e microdelinquenza. Una mossa da forte con i deboli e debole con i forti.

Senza dire degli esposti ai cittadini in Questura e delle cause civili a grappolo degli assessori Minojetti e Scotti, tutto finito in niente. Antifascismo a slogan, comune di polizia nei fatti.

LODI SI MUOVE

Stefano Rotta
Edoardo William Boiocchi
Marco Boselli

e altri amanti di Lodi

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