Lettere – Fine vita: il Veneto vota. Il caso Lombardia dimostra che una legge regionale non serve

Lodi, 1° settembre 2026 – Da maggio ad oggi AMA IL TUO PAESE è tornata più volte sul tema del fine vita, ribadendo sempre la stessa posizione: lo Stato deve aiutare a vivere, non a morire. Oggi siamo costretti a farlo di nuovo, con urgenza, perché il Consiglio regionale del Veneto vota in queste ore la proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito” sul suicidio medicalmente assistito. Nel frattempo dalla Lombardia arriva un dato concreto che dovrebbe far riflettere chiunque sostenga la necessità di legiferare in materia a livello regionale.
Il caso Lombardia: la procedura funziona già, senza una legge
Il 25 agosto Domenico Zuccarella, 59 anni, affetto da sclerosi multipla, ha concluso il proprio percorso di suicidio medicalmente assistito in Lombardia. Secondo l’Associazione Luca Coscioni, è il primo caso in cui l’intera procedura — dalla verifica dei requisiti alla fornitura del farmaco, fino all’assistenza del personale — è stata gestita interamente dal servizio sanitario regionale, senza che la Lombardia abbia alcuna legge regionale sul fine vita.
Lo diciamo con il rispetto dovuto a una persona e alla sua famiglia, ma anche con chiarezza: questo dato dimostra che il sistema sanitario regionale è già in grado di operare nel rispetto dei paletti fissati dalla Corte Costituzionale. Non serve una legge regionale. La raccolta firme “Liberi Subito” in corso anche in Lombardia perde così uno dei suoi argomenti principali.
Un centrodestra che si divide su un tema non negoziabile
In Veneto, Lega e Forza Italia hanno lasciato libertà di coscienza ai propri consiglieri, con una netta prevalenza di favorevoli alla legge. È lo stesso copione già visto a livello nazionale: una parte del centrodestra che, su un tema fondamentale come la tutela della vita, sceglie di non scegliere. Chi ha chiesto voti in nome di valori fondati sul rispetto della vita ha il dovere di mantenerli anche nelle aule istituzionali. La libertà di coscienza, in questo caso, rischia di essere solo un modo per lavarsi le mani.
La nostra posizione
AMA IL TUO PAESE lo ribadisce con la stessa chiarezza di sempre: siamo per la vita. Le leggi regionali di Toscana e Sardegna sono già state parzialmente bocciate dalla Corte Costituzionale. Quella dell’Emilia-Romagna, approvata il 23 luglio, rischia la stessa sorte. Se anche il Veneto approva oggi, la strada porterà alle stesse censure costituzionali — ma nel frattempo avrà contribuito a normalizzare una cultura che espone anziani, disabili e persone fragili al rischio di sentirsi un peso.
La risposta giusta alla sofferenza è investire in cure palliative, assistenza domiciliare e hospice. Non aprire vie sempre più larghe verso la morte assistita.
Lo Stato — e le Regioni — devono aiutare a vivere. Non a morire.
Domenico Ossino
AMA IL TUO PAESE – Lodi


