Di Pubblicato il: 14 Agosto 2026Categorie: Lettere

Lettere – Ex Cava Burlini, nuove criticità: «Serve una gestione sicura e ordinata»

Dopo le segnalazioni formali dell’estate 2025, Domenico Ossino torna a chiedere un intervento coordinato degli Enti: «Se l’ex Cava è diventata una meta abituale di svago, le istituzioni devono assumersi la responsabilità di renderne possibile una fruizione sicura e compatibile con il territorio. Oppure devono adottare soluzioni diverse e comunicarle chiaramente ai cittadini».

Anche questa estate la situazione dell’ex Cava Burlini torna al centro dell’attenzione, con le criticità legate alla forte frequentazione dell’area durante i fine settimana e alle conseguenze che ne derivano in termini di rifiuti, parcheggi, accessi, grigliate e sicurezza.

Una situazione che non rappresenta una novità per Domenico Ossino, consigliere comunale di Montanaso Lombardo e componente del gruppo consiliare AMA IL TUO PAESE, che già nell’estate del 2025 aveva effettuato un sopralluogo e successivamente trasmesso formali segnalazioni agli Enti interessati.

«Vorrei essere molto chiaro su questo punto – spiega Ossino – non sono contrario alla fruizione dell’ex Cava Burlini e al fatto che possa rappresentare un luogo di svago per i cittadini. Se un’area viene apprezzata e frequentata da molte persone, questo è un fenomeno del quale le amministrazioni devono necessariamente tenere conto e che devono essere in grado di governare».

«Il problema nasce quando a una frequentazione sempre maggiore non corrisponde una gestione adeguata dell’area. Rifiuti, parcheggi, accessi, grigliate, sicurezza e persone che entrano nel fiume non possono essere affrontati ogni volta come episodi isolati. Occorre una strategia».

Una questione già segnalata nel 2025 – Nell’estate dello scorso anno Ossino aveva effettuato un sopralluogo presso l’ex Cava Burlini, documentando in particolare la situazione dei rifiuti e la saturazione dei contenitori.

A seguito del sopralluogo aveva quindi trasmesso formali segnalazioni al Comune di Lodi, al Comune di Montanaso Lombardo e al Parco Regionale Adda Sud, chiedendo attenzione sulla situazione dell’area e chiarimenti circa le competenze dei diversi soggetti coinvolti.

Alla segnalazione aveva risposto formalmente il Comune di Montanaso Lombardo, mentre non era pervenuto riscontro dal Comune di Lodi e dal Parco Regionale Adda Sud.

Nella risposta ricevuta dal Comune di Montanaso Lombardo venivano rappresentati interventi riguardanti, in particolare, la disponibilità di nuovi contenitori per i rifiuti e una maggiore puntualità del servizio di raccolta.

«È certamente positivo intervenire sulla raccolta dei rifiuti – continua Ossino – ma oggi è evidente che la questione è più ampia. A distanza di un anno dobbiamo capire cosa è stato effettivamente fatto e se quanto realizzato sia sufficiente rispetto all’attuale livello di frequentazione dell’area».

Se l’area è diventata una meta di svago, serve una scelta – Secondo Ossino, il punto centrale non è impedire la frequentazione dell’ex Cava Burlini, ma stabilire come governare un fenomeno che appare ormai consolidato.

«Dobbiamo avere il coraggio di guardare la realtà per quella che è. L’ex Cava Burlini è diventata una meta di svago e di aggregazione, soprattutto durante i fine settimana estivi. Possiamo discutere se sia giusto o meno, ma non possiamo far finta che questo fenomeno non esista».

«A questo punto le istituzioni hanno una responsabilità precisa: se ritengono che l’area possa essere fruita, devono creare le condizioni perché ciò avvenga in sicurezza, nel rispetto dell’ambiente e delle regole. Devono quindi occuparsi di accessi, parcheggi, rifiuti, sicurezza, informazione, controlli e di tutto ciò che è necessario per una fruizione ordinata».

«Se invece ritengono che determinate modalità di utilizzo dell’area non siano compatibili con la sicurezza, con la tutela ambientale o con le caratteristiche del luogo, devono adottare le misure necessarie e comunicarle chiaramente ai cittadini».

«Quello che non è più accettabile – sottolinea Ossino – è una situazione nella quale l’area viene utilizzata da un numero crescente di persone, mentre le istituzioni intervengono soltanto quando emergono le criticità».

Un’area che coinvolge più Enti – La questione è resa ancora più complessa dal fatto che l’area interessa più amministrazioni e il Parco Regionale Adda Sud.

La documentazione del Parco individua l’Ex Cava Burlini tra le aree di sosta e riconduce l’area ai territori di Montanaso Lombardo e Boffalora d’Adda, mentre il territorio del Parco interessa anche il Comune di Lodi.

«È proprio questa pluralità di soggetti – osserva Ossino – che rende necessario un coordinamento. Non mi interessa attribuire la responsabilità a un Comune piuttosto che a un altro. Mi interessa che venga finalmente chiarito chi deve fare cosa».

«Chi deve occuparsi dei parcheggi? Chi degli accessi? Chi dei rifiuti? Chi della manutenzione? Chi dei controlli? Chi della sicurezza? E soprattutto: qual è la strategia complessiva che gli Enti intendono adottare per un’area che ormai sappiamo essere fortemente frequentata?».

Una nuova PEC agli Enti – Alla luce della situazione nuovamente emersa, l’11 agosto Ossino ha inviato una nuova comunicazione formale tramite PEC al Comune di Lodi, al Comune di Montanaso Lombardo, al Comune di Boffalora d’Adda e al Parco Regionale Adda Sud.

La comunicazione richiama la precedente segnalazione del 2025 e chiede agli Enti di riferire sugli interventi effettivamente realizzati, sulla loro efficacia e sulle misure attualmente previste.

Tra le questioni poste vi sono la gestione dei rifiuti, le competenze sull’area, la sicurezza, l’accesso al fiume, la balneazione, le grigliate, i controlli e le misure previste nei periodi di maggiore afflusso.

«Ho ritenuto necessario tornare a scrivere agli Enti – spiega Ossino – perché a distanza di un anno dobbiamo capire cosa è stato fatto e soprattutto cosa si intende fare adesso».

La nuova comunicazione propone inoltre un tavolo di confronto tra i quattro Enti, con l’obiettivo di arrivare a una gestione coordinata dell’area e a una chiara individuazione delle rispettive competenze.

«Non vogliamo chiudere l’area: vogliamo che sia gestita» – «Il messaggio che voglio dare ai cittadini è molto semplice – conclude Ossino –: non siamo contro la fruizione dell’ex Cava Burlini e non vogliamo impedire alle persone di vivere questo luogo».

«Chiediamo però che le istituzioni si assumano la responsabilità delle proprie scelte. Se ritengono che l’area possa essere utilizzata come luogo di svago, la rendano fruibile in modo sicuro, ordinato e compatibile con il territorio. Se invece ritengono che alcune forme di utilizzo non siano possibili, adottino le misure necessarie e lo dicano chiaramente».

«Quello che chiediamo è semplicemente una scelta, una strategia e una gestione adeguata. Perché lasciare che un fenomeno cresca senza governarlo significa inevitabilmente arrivare ogni estate a discutere degli stessi problemi».

Domenico Ossino
Consigliere comunale di Montanaso Lombardo
Gruppo consiliare AMA IL TUO PAESE