Milano, Sassoli: «Basta buonismo. Chi ieri difendeva i maranza oggi spieghi se ha ancora il coraggio di farlo»

Milano, 18 ottobre 2026 – «Quanto sta avvenendo in queste ore a Milano è gravissimo e va condannato senza se e senza ma. Devastare una città, saccheggiare negozi e aggredire le Forze dell’Ordine non è una bravata né una ragazzata: sono comportamenti criminali che vanno chiamati con il loro nome». Lo dichiara Martina Sassoli, consigliere regionale lombardo (Lombardia Migliore – Noi Moderati).
«Da tempo, soprattutto in certi ambienti della sinistra, assistiamo a una narrazione che trasforma il termine “maranza” in un’etichetta quasi gentile, vezzeggiativa, come se fosse una moda giovanile da comprendere anziché un fenomeno da affrontare. Ricordo persino iniziative organizzate in difesa dei maranza, anche a Monza. Oggi chiedo a chi li difendeva e minimizzava ogni allarme se ha ancora il coraggio di farlo davanti a quello che sta succedendo a Milano. Ieri li chiamavamo maranza, quasi fosse folklore. Oggi la realtà ci impone di guardare in faccia comportamenti criminali. Il disagio sociale non giustifica la violenza, la giovane età non cancella le responsabilità e comprendere non significa assolvere. Basta buonismo, basta giustificazioni a senso unico».
Sassoli sottolinea poi: «Tra chi si rende protagonista di queste condotte ci sono anche giovanissimi. Ragazzi che dovrebbero crescere nel rispetto delle istituzioni e che, invece, arrivano a sfidare e aggredire donne e uomini in divisa. Le Forze dell’Ordine non sono il nemico: sono lo Stato, la garanzia della nostra sicurezza e della nostra libertà. Chi aggredisce un agente dimostra disprezzo per le regole e per la comunità. Non possiamo accettare che una nuova generazione cresca pensando che insultare, minacciare o attaccare chi ci protegge sia normale o addirittura motivo di orgoglio».
«E allora guardiamoci in casa. Genitori, chiediamoci dove sono i nostri figli, con chi escono, quali modelli seguono e che cosa stanno imparando. Essere genitori significa anche saper dire di no e intervenire prima che sia troppo tardi. Non possiamo delegare tutto alle istituzioni per poi stupirci davanti alla cronaca».
«Milano non può diventare terra di nessuno e Monza non deve aspettare che situazioni analoghe degenerino. Chi delinque deve risponderne e chi ha minimizzato questi fenomeni abbia l’onestà di fare i conti con la realtà. La legalità non è un’opinione, la violenza non è disagio da romanticizzare e il rispetto delle regole non è un optional. Lo Stato non arretra e noi non ci abitueremo mai a tutto questo».


