Il Comune di Lodi aderisce alla campagna per la liberazione delle studentesse nigeriane rapite dai fondamentalisti

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«Non potevamo non fare nulla – afferma Luisa Cornalba, che insieme a Domenico Mangione, in rappresentanza degli attivisti locali della campagna, ha incontrato l’assessore – e abbiamo quindi pensato che anche un gesto simbolico come una raccolta di firme e la consegna ad una istituzione pubblica che è impegnata nell’affermazione del principio di parità può avere un significativo valore di protesta civile, soprattutto per me che ho conosciuto e vissuto in prima persona le battaglie per i diritti delle donne degli anni settanta».
Per raccogliere le sottoscrizioni, è stato appeso al portone di ingresso della mostra un apposito cartellone, mettendo a disposizione una penna per consentire a chiunque, visitatore o passante, di apporre la propria firma a sostegno della campagna internazionale. Il successo dell’iniziativa è andato oltre le aspettative e così non solo il cartello è rimasto appeso indenne per i dieci giorni della mostra (circostanza non del tutto scontata…), ma si è ben presto riempito di firme.
«Quella del rapimento di studentesse non è azione casuale – sottolinea l’assessore Bressani – l’istruzione rappresenta infatti la base fondamentale su cui poggiano le possibilità di una giovane donna di veder rispettati i propri diritti e di usufruirne pienamente da adulta; istruzione significa consapevolezza, autonomia di giudizio, partecipazione e riconoscimento dei valori della giustizia e della dignità umana. E’ proprio per questo che pochi giorni fa è stato inaugurato a San Bernardo un parco intitolato ad una studentessa, una ragazza di origine straniera purtroppo prematuramente scomparsa in circostanze tragiche, il cui impegno per emanciparsi e realizzarsi anche tramite l’applicazione nello studio dall’istruzione rappresenta un esempio ed una dimostrazione di come l’affermazione della propria identità inizi proprio dall’istruzione›.


