Di Pubblicato il: 22 Ottobre 2026Categorie: Attualità, Primo Piano

Lodi, chirurgia robotica: 190 interventi in sette mesi all’Ospedale Maggiore

Il sistema robotico Da Vinci XI. Foto: ASST di Lodi

Lodi, 22 ottobre 2026 – Sono 190 gli interventi eseguiti con la chirurgia robotica all’Ospedale Maggiore di Lodi nei primi sette mesi di attività. Avviato alla fine di febbraio, il servizio utilizza il sistema Da Vinci XI ed è impiegato in tre specialità: chirurgia generale, urologia e ginecologia. La maggior parte delle operazioni ha riguardato patologie oncologiche.

La tecnologia consente ai chirurghi di manovrare a distanza le braccia robotiche attraverso una console in sala operatoria, con una visione tridimensionale del campo chirurgico. I primi interventi, tra febbraio e marzo, sono stati una colecistectomia, per rimuovere la colecisti, e una prostatectomia.

I principali ambiti di intervento – In chirurgia generale, circa la metà delle operazioni ha interessato fegato, vie biliari e colecisti. Il 27% ha riguardato patologie colorettali, mentre il 15% ha coinvolto la parete addominale e il 7% lo stomaco. In urologia, il robot è stato utilizzato per interventi alla prostata, alla vescica e ai reni. Più recentemente, il suo impiego è stato esteso anche alla chirurgia funzionale per alcune patologie dell’uretra. In ginecologia, invece, le procedure principali sono state le isterectomie.

I benefici per pazienti e operatori – Il bilancio dei primi mesi è positivo, secondo i responsabili delle specialità coinvolte. Tra i vantaggi della chirurgia robotica figurano una maggiore precisione nei gesti chirurgici, una migliore visualizzazione delle strutture anatomiche e la possibilità di raggiungere aree difficili da trattare con altre tecniche. Per i pazienti, i benefici indicati comprendono minore dolore dopo l’intervento, un ricorso più limitato alle trasfusioni, risultati estetici migliori e tempi di recupero più rapidi. In molti casi, inoltre, la durata del ricovero può ridursi anche della metà.

«Il chirurgo non opera con le proprie mani, ma manovra un robot a distanza, rimanendo seduto a una console posta in sala operatoria», spiega Pietro Bisagni, primario di Chirurgia generale e direttore del Dipartimento chirurgico dell’ASST di Lodi. Il sistema computerizzato traduce i movimenti delle mani in impulsi trasmessi alle braccia robotiche.

Attualmente sono sei i chirurghi accreditati all’utilizzo del Da Vinci XI, due per ciascuna delle tre specialità. Altri specialisti e collaboratori sono in attesa di completare il percorso di abilitazione.