Di Pubblicato il: 16 Ottobre 2026Categorie: Attualità

Polo universitario di Lodi, “Pet Connect” esplora le opportunità professionali nel settore degli animali d’affezione

Il settore degli animali d’affezione offre opportunità professionali che spaziano dalla nutrizione alla gestione del benessere, fino alla preparazione e alla conduzione di cani da lavoro, con figure come istruttori, conduttori di cani da detection e coadiutori del cane negli interventi assistiti con animali. Comprendere quali competenze richiedano queste attività e come preparare i professionisti di domani è stato il filo conduttore di PET CONNECT – Professioni, competenze e opportunità nel settore degli animali d’affezione, che si è svolto venerdì 9 ottobre 2026 presso il Polo di Lodi dell’Università degli Studi di Milano.

La giornata ha portato all’attenzione degli studenti un panorama professionale ampio e articolato, nel quale, accanto al medico veterinario, operano specialisti del pet food, del pet care, della gestione degli equidi e del lavoro con i cani. Figure con competenze specifiche, chiamate a collaborare per rispondere ai bisogni degli animali, dei proprietari e della collettività. Tanti gli interventi interessanti per gli allievi che hanno affollato l’aula del campus di Lodi. Guido Poncini, Advocacy & Training Manager di Purina, ha illustrato le dimensioni del settore pet food e gli obiettivi dell’azienda per i prossimi anni, concentrati sul miglioramento dell’intera filiera di approvvigionamento e il rafforzamento delle relazioni con i professionisti del settore e con i proprietari di cani e gatti. Antonio Di Biase, Health Affairs & Content Approval Manager di Royal Canin, ha confermato la rilevanza del settore attraverso l’esempio dei centri di ricerca dell’azienda in Francia e negli Stati Uniti, dove vengono studiate e testate le caratteristiche nutrizionali dei prodotti.

Del valore della relazione tra persone e animali ha parlato Roberto Tavola, presidente del Gruppo Cinofilo Lecchese e di Fides IAA odv. La relazione con gli animali per le persone malate o fragili rappresenta un’opportunità da valorizzare e potenziare. Gli interventi assistiti con cani, ad esempio, danno conforto ai pazienti, ai loro familiari ma anche a medici e infermieri per numerose patologie e in molti contesti, dagli ospedali alle comunità fino agli hospice. Francesca Dai, di The Donkey Sanctuary, invece, ha illustrato il contributo delle organizzazioni per il benessere animale alla definizione e alla diffusione di standard internazionali per la gestione, il recupero e la tutela di asini e muli.  Infine, la complementarità tra le diverse figure professionali è emersa con particolare forza nell’intervento di Armena Zamboni, veterinaria di Ippovet, dedicato alla gestione della fattrice e del puledro nel periodo perinatale.

Nel pomeriggio sono stati promossi laboratori ed esercitazioni, dedicati ai cani da detection e agli equidi impiegati negli interventi assistiti con animali. Il lavoro olfattivo dei cani offre applicazioni che spaziano dalla ricerca di sostanze pericolose e stupefacenti all’individuazione di carcasse di cinghiale, a supporto della rilevazione precoce della peste suina africana. Importanti anche le attività con cavalli e asini per la pet therapy con persone fragili e bambini.

Dalla giornata è emersa una sfida precisa per l’università: intercettare le richieste di competenze di un settore in crescita e tradurle nella progettazione di un corso di laurea innovativo, capace di collegare solide basi scientifiche, esperienza pratica e conoscenza del mondo del lavoro.