Semina il panico alla stazione di San Zenone con una pistola ad acqua

La stazione di San Zenone al Lambro
SAN ZENONE AL LAMBRO – Attimi di paura nella mattinata di mercoledì 11 giugno alla stazione ferroviaria di San Zenone al Lambro, al confine tra le province di Milano e Lodi. Alcuni passeggeri, in attesa del treno, hanno segnalato la presenza di un uomo armato che puntava quella che sembrava una pistola contro le persone in banchina. In realtà, si è scoperto che l’oggetto in questione era una semplice pistola ad acqua. Il gesto, sebbene non pericoloso dal punto di vista fisico, ha generato momenti di vero panico tra i presenti.
L’allarme e l’arrivo delle forze dell’ordine
L’allarme è scattato intorno alle 8 del mattino, quando numerosi pendolari hanno contattato i carabinieri spaventati dal comportamento di un individuo che, con atteggiamento provocatorio, puntava una “pistola” verso le persone, come a voler minacciare qualcuno. In pochi minuti sul posto sono intervenuti i militari dell’Arma e gli agenti della Polfer, che hanno immediatamente bloccato l’uomo e verificato la natura dell’oggetto: si trattava, appunto, di una pistola giocattolo, modificata per spruzzare acqua.
Nessun ferito, ma tanta paura
Fortunatamente nessuno è rimasto ferito, ma la scena ha generato una comprensibile ondata di panico tra i presenti, molti dei quali avevano inizialmente creduto di trovarsi davanti a una situazione ben più grave. Alcuni passeggeri sono fuggiti dalla banchina, altri hanno cercato riparo dietro ai distributori automatici o nei pressi dell’uscita della stazione.
Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, l’uomo – apparentemente in stato confusionale – avrebbe detto di voler “solo scherzare e bagnare un po’ di gente” a causa del caldo. Ma lo scherzo di cattivo gusto potrebbe costargli caro.
L’uomo rischia una denuncia per procurato allarme
Dopo averlo identificato, le forze dell’ordine stanno ora valutando eventuali capi di imputazione a carico dell’uomo. Tra le ipotesi, la più probabile è quella di procurato allarme, ma non si escludono anche accuse per disturbo della quiete pubblica e interruzione di pubblico servizio, qualora si accertassero ritardi o disagi ai treni in transito.


