Di Pubblicato il: 13 Giugno 2026Categorie: Lettere

Lettere – Ristori cantiere Ponte sull’Adda, un pacchetto di aiuti a due velocità

Lodi, 12 giugno 2026 – I movimenti civici AMA IL TUO PAESE e ANGELI LODIGIANI, nell’analizzare il pacchetto di misure straordinarie varato dal Comune di Lodi a sostegno delle attività penalizzate dalla chiusura del Ponte sull’Adda, esprimono un giudizio fortemente critico sulle modalità di ripartizione dei contributi a fondo perduto.

Tale contrarietà, d’altronde, è in perfetta coerenza con il voto espresso in Consiglio Comunale dal consigliere di Lodi Gianmario Invernizzi, che fermamente ha respinto un provvedimento strutturato su criteri rigidi e sperequati.

Se da un lato si accoglie con favore la misura di riduzione dell’80% della TARI — considerata equa poiché parametrata su criteri oggettivi e dimensionali (superfici e limite dei 10 dipendenti) —, dall’altro non si può tacere sulla profonda ingiustizia insita nel “Bando_PONTE” per l’erogazione dei contributi mensili.

Riteniamo che l’impostazione data dall’Amministrazione sia viziata da due grandi errori metodologici:

  1. L’assenza di proporzionalità basata sulla reale dimensione economica Stabilire un contributo fisso per categoria, indipendente dall’andamento dei ricavi, crea l’inaccettabile paradosso di fare “parti uguali tra disuguali”. A parità di codice ATECO, una struttura più complessa, con costi fissi e di personale elevati, riceverà lo stesso identico indennizzo di una realtà microscopica. La nostra proposta: Per un utilizzo efficiente ed equo del fondo da 300.000 euro, l’Amministrazione avrebbe dovuto parametrare il ristoro sulla base delle ultime dichiarazioni dei redditi (o sulla media delle ultime due), calcolando il danno reale subito dall’azienda e non un danno presunto a tavolino.
  2. L’ingiusta penalizzazione dei Servizi alla Persona La scelta di assegnare ben 750 euro mensili agli esercizi al dettaglio di vicinato e soli 300 euro mensili ai servizi alla persona (parrucchieri, estetisti e assimilabili) rappresenta una discriminazione incomprensibile. L’idea che le attività su prenotazione risentano meno dell’isolamento viabilistico è smentita dalla realtà: i saloni di acconciatura ed estetica sopportano costi fissi altissimi (utenze energetiche in primis) e vivono del medesimo radicamento territoriale dei negozi di vicinato. Costringere i clienti a chilometriche code sulla viabilità alternativa significa spingerli a cambiare professionista per i 6 mesi di cantiere. Assegnare a queste attività meno della metà del contributo standard significa declassarle ingiustamente, minando la sopravvivenza di un pilastro del commercio di quartiere.

Conclusioni e Richieste La frammentazione degli aiuti — tra scadenze PEC serrate per il fondo perduto (15 luglio) e tempi più lunghi per la TARI (31 ottobre) — appesantisce le imprese di inutile burocrazia proprio nel momento del bisogno.

Ama il Tuo Paese e Angeli Lodigiani chiedono che per i prossimi provvedimenti emergenziali si abbandoni la logica dei codici ATECO e dei contributi “a pioggia” differenziati. Serve un unico grande fondo di solidarietà, snello, centralizzato e basato sul merito economico e fiscale delle imprese. Il tessuto commerciale dell’Oltre Adda e della città bassa va difeso tutto, senza creare figli e figliastri.

 

Domenico Ossino – Referente AMA IL TUO PAESE

Gianmario Invernizzi – Consigliere Comunale di Lodi / Referente ANGELI LODIGIANI