Di Pubblicato il: 17 Aprile 2026Categorie: Lettere

Lettere – Riflessioni sulla Remigrazione e sulla recente manifestazione a Lodi

Scrivo queste righe per condividere una riflessione pacata, ma decisa, in merito al dibattito pubblico che sta interessando la nostra città, con particolare riferimento alla recente manifestazione antifascista tenutasi a Lodi.

Il mio intento non è alimentare scontri, bensì offrire un punto di vista che ritengo spesso ignorato o sbrigativamente etichettato: quello di chi guarda con favore al concetto di remigrazione.

Perché sono favorevole alla Remigrazione – Contrariamente a quanto viene spesso narrato, sostenere la remigrazione non significa promuovere l’odio, ma dare priorità alla coesione sociale e alla sostenibilità dei servizi. Credo che un Paese debba avere il diritto di:

  • Preservare l’identità culturale: Ogni comunità ha il diritto di proteggere le proprie radici e tradizioni affinché non vengano diluite da flussi migratori eccessivi o non integrati.
  • Garantire la sicurezza e la legalità: La remigrazione dovrebbe essere considerata uno strumento necessario per chi risiede nel nostro Paese senza titolo o per chi, pur accolto, non rispetta le leggi della nostra comunità.
  • Equilibrio economico: Uno Stato deve poter gestire le proprie risorse dando precedenza ai propri cittadini, specialmente in periodi di crisi o di forte pressione sul welfare.

Perplessità sulla manifestazione di Lodi – Proprio per queste ragioni, trovo difficile comprendere il senso profondo della manifestazione antifascista svoltasi recentemente a Lodi. Mi chiedo se l’uso del termine «antifascismo» in questo contesto non sia ormai diventato uno scudo retorico per evitare di affrontare i problemi reali legati all’immigrazione incontrollata. Manifestare contro un “pericolo” ideologico del passato sembra un modo per ignorare le criticità del presente: il degrado di alcune aree urbane, la mancanza di integrazione reale e il senso di insicurezza percepito da molti lodigiani. «Discutere di rimpatri o di gestione dei flussi non dovrebbe essere un tabù democratico, né dovrebbe essere automaticamente bollato come estremismo.»

In conclusione – Spero che il dibattito a Lodi possa evolvere verso un confronto più pragmatico. Etichettare ogni istanza di tutela della nazione come “fascismo” non aiuta la città; serve invece un dialogo onesto su come vogliamo che sia la nostra società tra dieci o vent’anni.

Distinti saluti,

Tamara Majocchi