Lettere, nuova campata al ponte sull’Adda: il confronto non è “cialtroneria”, ma responsabilità verso la città

In relazione alle dichiarazioni rilasciate dall’ex assessore ai lavori pubblici Ettore Fanfani, apparse in queste ore su organi di stampa e canali social, ritengo necessario riportare il dibattito sul piano corretto: quello del confronto tecnico, documentato e rispettoso.
Rivendicare la responsabilità politica delle scelte compiute nel 2022 è legittimo. Definire invece come “cialtroneria” le osservazioni critiche emerse in questi mesi sul progetto della nuova campata del ponte sull’Adda è un’affermazione che non rende giustizia alla realtà dei fatti.
Il confronto sviluppatosi a Lodi non nasce da improvvisazione né da posizioni ideologiche, ma da un’analisi puntuale di atti ufficiali e relazioni tecniche prodotte dagli stessi enti pubblici coinvolti, nel periodo compreso tra il 2007 e il 2022.
Tali analisi evidenziano un progressivo ridimensionamento delle stime di beneficio idraulico nel tempo, un costo pubblico superiore ai quattro milioni di euro per un beneficio oggi stimato in una riduzione del tirante idrico compresa tra i 5 e i 10 centimetri, nonché la presenza, negli stessi atti progettuali, di soluzioni alternative meno impattanti, come la cosiddetta Fase III – la riapertura del ramo secondario dell’Adda – mai valutata come prioritaria.
Sollevare questi temi non significa negare la necessità della sicurezza idraulica, né tantomeno ignorare quanto è stato realizzato dopo l’alluvione del 2002. Al contrario, significa riconoscere che proprio grazie agli interventi effettuati negli anni, in particolare l’abbassamento della briglia e le arginature spondali, Lodi è oggi una città più resiliente.
Le decisioni attuali, proprio per questo, devono tenere conto della nuova realtà tecnica. La sicurezza non si rafforza chiudendo il dibattito o delegittimando chi pone domande, ma verificando i dati, confrontando le soluzioni e spiegando ai cittadini le ragioni dell’impiego di risorse pubbliche rilevanti per una specifica opera.
Il mio impegno, portato avanti da oltre vent’anni, non è mai stato contro qualcuno, ma sempre a favore della città. Continuare a chiedere chiarezza, coerenza e proporzionalità non è cialtroneria, ma esercizio di responsabilità civica.
Domenico Ossino
già Presidente Comitato Alluvionati Lodi – C.Al.Lo


