Di Pubblicato il: 19 Maggio 2026Categorie: Lettere

Lettere – Nel Lodigiano parte la raccolta firme: per AMA IL TUO PAESE lo Stato deve aiutare a vivere

Lodi, 18 maggio 2026 – Parte anche nel Lodigiano la raccolta firme per la proposta di legge regionale di iniziativa popolare “Liberi Subito”, finalizzata a garantire procedure uniformi per l’accesso al suicidio medicalmente assistito in Lombardia.

Come movimento civico AMA IL TUO PAESE, osserviamo questi sviluppi con profonda preoccupazione e sentiamo il dovere di esprimere con chiarezza la nostra posizione: siamo per la vita.

Un precedente che non va dimenticato – Febbraio 2009. L’Italia era spaccata in due davanti al caso di Eluana Englaro, giovane in stato vegetativo dopo un incidente stradale, che respirava autonomamente e si alimentava con un sondino naso-gastrico. Il Governo Berlusconi approvò un decreto urgente per tutelare la sua vita; il Presidente Napolitano si rifiutò di firmarlo. Eluana morì. Quella vicenda segnò l’inizio di una deriva che non si è mai arrestata.

Chi volesse dubitare di dove conduca questa strada, ricordi i casi di Charlie Gard, Alfie Evans e Indi Gregory: bambini malati, soppressi in nome di un presunto “superiore interesse”. Questi non sono argomenti retorici: sono fatti. E i fatti ci dicono che ogni primo passo in questa direzione apre la porta a passi successivi, sempre più ampi.

A Roma, un centrodestra che rischia di tradire i propri elettori – Mentre nel Lodigiano si raccolgono firme per estendere in Lombardia le procedure già adottate in Toscana e Sardegna, a Roma il quadro politico si fa inquietante. Il disegno di legge sul suicidio assistito è stato calendarizzato al Senato per il 3 giugno 2026. La notizia dirompente è che a spingerlo sono figure apicali dello stesso centrodestra, con l’accordo del Partito Democratico.

Componenti rilevanti della maggioranza di governo stanno quindi sostenendo una legge che, in campagna elettorale, avevano implicitamente o esplicitamente promesso di non votare. Anche la preannunciata “libertà di coscienza” concessa ad alcune forze della coalizione suona più come un modo per lavarsi le mani che come un atto di coerenza: chi ha chiesto voti in nome di valori fondati sul rispetto della vita ha il dovere di mantenerli anche nelle aule parlamentari.

La nostra posizione – AMA IL TUO PAESE ribadisce con forza che lo Stato deve aiutare a vivere, non a morire. Siamo pienamente consapevoli della sofferenza di chi affronta malattie gravi e invalidanti, e crediamo che la risposta giusta sia investire nelle cure palliative, nell’accompagnamento, nella dignità della vita fino alla fine naturale: non nell’aprire una via legale all’eliminazione delle persone vulnerabili.

Temiamo concretamente che una legge sul suicidio assistito, per quanto formulata con cautele iniziali, finisca per esercitare una pressione silenziosa su anziani, disabili, persone fragili o isolate, spingendoli a percepirsi come un peso per i propri cari o per la società. L’esperienza internazionale lo dimostra: le maglie si allargano. Sempre.

Un appello ai rappresentanti del territorio – Chiediamo ai parlamentari lodigiani e lombardi, a prescindere dall’appartenenza politica, di votare coerentemente con i valori che hanno dichiarato in campagna elettorale e di opporsi all’approvazione del disegno di legge calendarizzato per il 3 giugno. Chiediamo alla Regione Lombardia di non procedere con iniziative legislative analoghe a quelle già adottate in altre regioni.

Come movimento civico radicato nel territorio lodigiano, continueremo a vigilare e a portare questa voce nelle sedi opportune. Gli elettori ricorderanno.

 Domenico Ossino – Ferdinando Mascherpa

Referenti AMA IL TUO PAESE – Lodi/Pavia