Di Pubblicato il: 29 Giugno 2026Categorie: Lettere

Lettere – Maxi data center a Tavazzano e Montanaso: quando le deroghe scavalcano i territori

Lodi, 26 giugno 2026 – Un investimento da 3,8 miliardi di euro, oltre 300 megawatt di capacità, terreni tra Tavazzano e Montanaso. Il tutto deciso a Roma, con una convocazione arrivata ai Comuni, come riporta oggi Il Cittadino di Lodi, solo questa settimana, «cogliendo di sorpresa gli amministratori».

Benvenuti nel nuovo paradigma italiano: si chiama “preminente interesse strategico nazionale” e funziona come un grimaldello amministrativo. Il 14 maggio 2026, il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro Adolfo Urso, ha deliberato questa qualifica per il programma “EdgeConneX Campus Italia”. In forza di tale atto, ai sensi dell’art. 13 del D.L. 104/2023, può essere nominato un Commissario straordinario con poteri di autorizzazione unica, capace di agire in deroga a qualsiasi norma vigente, comprese quelle regionali e urbanistiche locali.

Nel frattempo, la Regione Lombardia ha varato la L.R. 11/2026, prima legge italiana sui data center, che stabilisce priorità chiare: riuso di aree dismesse (come il sito ex depositi olio di Tavazzano), oneri maggiorati per il consumo di suolo e concertazione obbligatoria con i Comuni. Una legge di buon senso, che tuttavia rischia di trasformarsi in carta straccia davanti alla supremazia del decreto ministeriale.

La denuncia di Domenico Ossino, Consigliere Comunale di Montanaso Lombardo:

«Non siamo contro la transizione digitale o energetica, ma contro un modello in cui le grandi corporation ottengono corsie preferenziali per decreto, i Comuni vengono informati a cose fatte e le leggi regionali valgono solo per i piccoli progetti. Se il territorio lodigiano deve diventare un polo strategico nazionale, lo decidiamo insieme, non lo scopriamo dai giornali.»

I nodi critici per l’intero Paese:

1. L’Erosione delle Competenze: il sistema “Big for Big” permette di derogare alle norme ordinarie, rendendo di fatto inutile la programmazione urbanistica locale.

2. Il “buco nero” del consumo di suolo: nessuno ha ancora chiarito come i grandi progetti nazionali vengano conteggiati nei limiti imposti dalla L.R. 11/2026. Se questi impianti restano fuori dai parametri regionali, gli obiettivi di tutela del suolo sono una mera illusione.

3. Il Metodo: la conferenza dei servizi prevista per la prima decade di luglio vede Comuni e Provincia – enti che dovrebbero gestire l’impatto di un’opera da 3,8 miliardi – coinvolti solo in extremis.

«Chiediamo che venga chiarito subito se e come i grandi progetti nazionali siano computati nei limiti di consumo di suolo regionali – prosegue Domenico Ossino –. Invitiamo la Provincia di Lodi ad avviare una ricognizione complessiva di tutti i procedimenti in corso sul territorio – fotovoltaico, agrivoltaico e data center – per valutarne l’impatto cumulativo. La questione non riguarda solo il Lodigiano: è un tema nazionale. Se il Governo può scavalcare le norme urbanistiche a Montanaso, può farlo in ogni Comune d’Italia. È il momento che l’ANCI e le Regioni alzino la voce contro questo metodo: un sistema in cui i grandi investitori possono derogare a tutto con un commissario non è regolazione, è una deregolamentazione selvaggia che calpesta la sovranità delle comunità locali.»

Domenico Ossino
Consigliere Comunale di Montanaso Lombardo
AMA IL TUO PAESE – Movimento Civico