Lettere – Intitolazioni a Lodi: quando un gesto supera le appartenenze politiche

Alla cortese attenzione della Redazione,
Lodi, 20 dicembre 2025 – Il Movimento Civico AMA IL TUO PAESE segue con attenzione il dibattito emerso in questi giorni sulla proposta del consigliere comunale Gianmario Invernizzi di intitolare una via al partigiano Edgardo Alboni, e sulle successive quattro intitolazioni approvate dal Consiglio comunale a figure che hanno scritto la storia della nostra città: Alboni, Manfrini, Magrini e Montani.
La proposta iniziale di Invernizzi ha suscitato reazioni contrapposte. Da un lato, l’ANPI e altre associazioni hanno espresso perplessità, temendo un’operazione di revisionismo storico volta a equiparare fascismo e antifascismo. Dall’altro, il consigliere ha rivendicato la propria iniziativa come gesto di “pacificazione nazionale”, dichiarando che, pur essendo fascista, riconosce il valore di chi combatté dall’altra parte.
La mozione presentata da Invernizzi è stata bocciata in aula, ma il dibattito ha portato all’approvazione di quattro intitolazioni che rendono onore a sindaci e figure di rilievo della città.
Come Movimento Civico AMA IL TUO PAESE, siamo da fuori dagli schieramenti tradizionali di destra e sinistra. Il nostro impegno è per Lodi, per la sua comunità, per la sua memoria storica e tutto il territorio provinciale.
Riteniamo che intitolare vie a figure come Edgardo Alboni sia non solo doveroso, ma necessario. Alboni va ricordato perché ha combattuto per la libertà e la democrazia, perché è stato sindaco di Lodi, deputato, punto di riferimento per la nostra comunità. Non servono giustificazioni ideologiche: il suo valore è evidente e universale.
Pur non condividendo l’ideologia fascista, riconosciamo che il gesto del consigliere Invernizzi ha un valore simbolico importante. Non si tratta di equiparare ideologie inconciliabili o di cancellare le responsabilità storiche del fascismo. Si tratta di riconoscere che una persona può rendere omaggio al valore e alla dignità di chi ha combattuto dall’altra parte della storia.
In questo senso, Invernizzi esce vincitore da questa vicenda, anche se la sua mozione è stata bocciata. Ha innescato un dibattito necessario, ha posto al centro dell’attenzione figure che meritano di essere ricordate, ha dimostrato che è possibile andare oltre le appartenenze quando si tratta di riconoscere il valore delle persone.
Comprendiamo e rispettiamo le preoccupazioni dell’ANPI e delle associazioni che custodiscono la memoria della Resistenza. Il loro lavoro è fondamentale per la nostra democrazia e per mantenere viva la consapevolezza storica. Le loro critiche sono legittime e meritano ascolto.
Allo stesso tempo, crediamo che la pacificazione non significhi dimenticare o relativizzare la storia. Significa costruire un presente in cui il rispetto per chi ha lottato per la libertà sia condiviso da tutti, anche da chi non ne condivide l’ideologia.
Lodi oggi onora quattro sindaci che hanno scritto la sua storia. Questo è ciò che conta. Che questo risultato sia arrivato attraverso un percorso complesso, con posizioni diverse e dibattito acceso, è segno di una democrazia viva.
Come Movimento Civico AMA IL TUO PAESE, continueremo a lavorare per una Lodi che sappia guardare alla propria storia con maturità, rispetto e senza strumentalizzazioni, ma anche senza paura di affrontare temi delicati con spirito costruttivo.
La memoria è patrimonio di tutti. Il rispetto per chi ha dato la vita per la libertà non ha colore politico.
Cordiali saluti,
Domenico Ossino
Movimento Civico AMA IL TUO PAESE – Lodi


