Di Pubblicato il: 18 Maggio 2026Categorie: Lettere

Lettere – Fotovoltaico Cava Belgiardino: il nuovo Piano regionale boccia l’impianto di Montanaso

Immagine di repertorio

MONTANASO LOMBARDO (LO) – Il caso del fotovoltaico flottante alla Cava Belgiardino si arricchisce di un nuovo, decisivo capitolo. L’approvazione del PDL n. 175 sulle “Aree Idonee” da parte del Consiglio Regionale della Lombardia (12 maggio 2026) sembra dare ragione alla linea di fermezza sostenuta dal Consigliere Comunale Domenico Ossino (Gruppo “Ama il Tuo Paese”), mettendo in crisi l’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Lodi.

L’ANALISI: IDONEITÀ NON SIGNIFICA “VIA LIBERA” ASSOLUTO – Sebbene la nuova legge regionale inserisca le cave tra le aree potenzialmente idonee, essa pone vincoli rigidi che l’impianto “Sonnedix” non sembra rispettare. La norma stabilisce infatti che la qualifica di area idonea decade laddove l’intervento contrasti con i vincoli paesaggistici (D.Lgs. 42/2004) e con i piani di recupero ambientale vigenti.

LE DICHIARAZIONI DEL CONSIGLIERE DOMENICO OSSINO – «La nuova legge regionale parla chiaro: le cave sono idonee solo se il progetto è compatibile con il paesaggio e con il recupero del territorio. Alla Cava Belgiardino siamo di fronte a un paradosso», dichiara il Consigliere Domenico Ossino.

«La Provincia di Lodi ha autorizzato un impianto che ricade in un’area di pregio tutelata dal Parco Adda Sud e dalla fascia di rispetto dei 500 metri, ignorando il parere negativo vincolante della Soprintendenza. È evidente che hanno cercato di “correre” per anticipare la legge, ma il risultato è un pasticcio amministrativo che calpesta il nostro PGT, il quale destina quell’area a Verde e Sport per i cittadini, non a sito industriale privato».

Ossino punta il dito anche sulla mancanza di benefici per la comunità: «Il PDL 175 prevede che i Comuni abbiano voce in capitolo sulle compensazioni. Qui, invece, il Sindaco ha ammesso che non riceveremo nemmeno un euro di royalties. Stiamo svendendo il nostro paesaggio per 30 anni senza ottenere nulla in cambio. È un’operazione che non sta in piedi né dal punto di vista legale, né da quello etico».

LA SOPRINTENDENZA AVVIA L’ISTRUTTORIA – A confermare la solidità della tesi di Ossino è l’intervento del Ministero della Cultura. La Soprintendenza di Mantova ha infatti comunicato l’avvio di approfondimenti sulla legittimità dell’atto provinciale.

«Ho già provveduto a inviare al Ministero un’integrazione tecnica che analizza l’impianto proprio alla luce del nuovo Piano Aree Idonee», conclude Ossino. «La tutela del paesaggio è un valore supremo garantito dalla Costituzione: nessuna semplificazione burocratica può autorizzare la distruzione dell’identità visiva del nostro fiume Adda».

 

Consigliere Domenico Ossino

Gruppo “Ama il Tuo Paese” Montanaso lombardo