Lettere – Donna, Vita, Libertà non è uno slogan: è una richiesta di futuro, di giustizia, di umanità

Lodi, 20 gennaio 2026. La Conferenza delle Donne Democratiche della Lombardia guarda con profonda e crescente preoccupazione a quanto sta accadendo in Iran. Le notizie che arrivano sono frammentarie, difficili, spesso affidate al coraggio delle attiviste iraniane in Italia che, anche oggi, dalla conferenza stampa tenutasi al Senato, hanno cercato di rompere il silenzio imposto dal regime.
Ancora una volta la repressione colpisce in modo brutale chi chiede libertà, diritti, dignità. Donne, giovani, attiviste e attivisti vengono arrestati, aggrediti, ridotti al silenzio con la violenza. È una strategia sistematica che mira a spezzare ogni forma di dissenso e, in particolare, l’autodeterminazione delle donne.
Esprimiamo la nostra piena vicinanza e il nostro sostegno al movimento Donna, Vita, Libertà, che da anni rappresenta una straordinaria esperienza di lotta femminista, democratica e nonviolenta contro un regime teocratico e repressivo. Donna, Vita, Libertà non è uno slogan: è una richiesta di futuro, di giustizia, di umanità. Per questo merita ascolto, solidarietà concreta e responsabilità politica.
Denunciamo con forza l’uso sistematico della violenza contro le manifestazioni, le gravissime violazioni dei diritti umani, la repressione della libertà di espressione e il controllo dei corpi e delle vite delle donne. La solidarietà alle donne iraniane non è negoziabile e non può diventare una pedina nei giochi di potere internazionali.
Oggi Teheran e molte altre città iraniane sono attraversate da una sollevazione ampia e composita, che intreccia la rivendicazione dei diritti con la protesta contro l’impoverimento di lavoratori, commercianti, studenti. E ancora una volta sono le donne, di età, culture e storie diverse, a essere in prima linea, mentre la repressione continua a mietere vittime. Giovani come Erfan Soltani, 26 anni, rischiano la vita per aver manifestato per la dignità.
Di fronte a chi analizza la crisi solo in termini geopolitici, a chi valuta transizioni o compromessi, a noi resta un altro potere: quello di una sorellanza autentica, capace di creare piazze, relazioni, solidarietà attiva. È un dovere scendere nelle strade, far sentire la nostra voce, difendere il diritto internazionale contro la violenza e l’oscurantismo.
Accogliamo e rilanciamo l’appello a mobilitarsi per Donna, Vita, Libertà. Le parole e l’esempio di Narges Mohammadi e di tante donne imprigionate, torturate, isolate per aver lottato pacificamente, ci ricordano che più si tenta di rinchiudere la libertà, più essa trova il modo di farsi forza collettiva.
Chiediamo che tutte le istituzioni esprimano pubblicamente la loro solidarietà al popolo iraniano e a chi lotta pacificamente per la libertà, i diritti umani e lo Stato di diritto. Chiediamo che il Governo italiano assuma una posizione politica chiara e coerente di condanna delle violazioni dei diritti umani in Iran e promuova, in sede europea e internazionale, ogni azione utile a ottenere l’immediata cessazione di questa repressione inaccettabile.
Donna, Vita, Libertà è una spinta morale che interpella anche l’Europa e le sue democrazie. Sta a noi non dimenticare che nulla è dato per sempre e che la libertà, ovunque venga negata, riguarda tutte e tutti.
Conferenza delle Donne Democratiche del Lodigiano


