Lettere – Chiusura ponte sull’Adda: mancano 56 giorni e le strade sono ancora impraticabili

Alla cortese attenzione della Redazione,
Il movimento civico AMA IL TUO PAESE lancia un allarme sulla condizione delle strade cittadine che dal 2 marzo 2026 dovranno sostenere per almeno 180 giorni (ma realisticamente molti di più) il traffico straordinario causato dalla chiusura del ponte storico sull’Adda.
Mancano solo 49 giorni e le arterie viarie che il Comune individuerà come percorsi alternativi si presentano in condizioni inaccettabili: buche profonde, asfalto vecchio e dissestato, segnaletica orizzontale cancellata o del tutto assente, segnaletica verticale anch’essa in cattivo stato.
Secondo quanto emerso dagli articoli di stampa e dalle indicazioni preliminari, i percorsi che porteranno il traffico dal quartiere Oltreadda verso il centro città e l’Ospedale Maggiore includeranno la Tangenziale Est (percorso esterno) e da qui le possibili arterie da utilizzare:
-
Via Massena
-
Largo Donatori del Sangue
-
Via Borgo Adda
-
Via Selvagreca
-
Via Lago di Garda
-
Via Secondo Cremonesi
-
Via San Colombano
-
Viale Europa
Molte di queste strade sono attualmente in condizioni di grave degrado: manto stradale con buche, asfalto vecchio e sconnesso, segnaletica orizzontale da rinfrescare, segnaletica verticale carente, attraversamenti pedonali sbiaditi.
Comprendiamo che il Comune abbia costituito una cabina di regia presso Palazzo Broletto per coordinare la gestione del traffico e dei servizi durante la chiusura. Apprezziamo questo impegno organizzativo, ma la pianificazione dei flussi veicolari da sola non basta. Non si può scaricare traffico eccezionale su strade inadeguate senza prima metterle in sicurezza.
I quartieri Laghi e Porta d’Adda (Albarola e San Fereolo) rischiano di trasformarsi in zone invivibili per sei mesi o più, con conseguenze drammatiche:
-
Sicurezza stradale a rischio: buche e asfalto dissestato aumentano il pericolo di incidenti per auto, moto, biciclette e pedoni
-
Impatto sull’Ospedale Maggiore: pazienti, ambulanze, personale sanitario e visitatori subiranno ritardi e disagi, con ripercussioni potenzialmente gravi sull’assistenza sanitaria
-
Degrado ambientale: traffico intenso e ingorghi continui causeranno un aumento insostenibile di inquinamento atmosferico e acustico in zone residenziali
-
Vivibilità azzerata: i residenti saranno costretti a subire per mesi rumore, smog e traffico intenso, su strade mai pensate per sostenere tali flussi
Il movimento civico AMA IL TUO PAESE sollecita con la massima urgenza l’Amministrazione comunale affinché:
-
Avvii immediatamente interventi straordinari di rifacimento, dove necessario, del manto stradale sulle vie che saranno interessate dal traffico alternativo, con particolare priorità per Via Selvagreca, Via Lago di Garda, Via Secondo Cremonesi, Via Massena, Via Borgo Adda (la Tangenziale Est è a carico di ANAS)
-
Ripristini tutta la segnaletica orizzontale e verticale: attraversamenti pedonali, strisce, limiti di velocità, direzioni obbligate, fermate bus
-
Potenzi l’illuminazione pubblica nelle zone critiche per garantire sicurezza anche nelle ore serali e notturne
-
Predisponga corsie preferenziali e percorsi protetti per i mezzi di soccorso diretti all’Ospedale Maggiore, evitando che le emergenze sanitarie subiscano ritardi inaccettabili
-
Attivi un monitoraggio costante della qualità dell’aria nei quartieri Laghi e Porta d’Adda durante tutto il periodo di chiusura del ponte
-
Renda pubblico un cronoprogramma dettagliato degli interventi di manutenzione straordinaria previsti prima del 2 marzo
Tra meno di due mesi il ponte chiuderà e Lodi si troverà ad affrontare un’emergenza viabilistica senza precedenti. Se non si interviene immediatamente sullo stato delle strade, la città vivrà sei mesi (o più) di caos, insicurezza e degrado.
I cittadini dei quartieri Laghi e Porta d’Adda non possono essere abbandonati. I pazienti dell’Ospedale Maggiore hanno diritto di raggiungerlo in sicurezza. Automobilisti, ciclisti e pedoni hanno diritto di circolare su strade sicure. Questa è un’emergenza annunciata da aprile 2025: sarebbe imperdonabile affrontarla con strade inadeguate e pericolose.
Comprendiamo l’impegno per gli studi e i piani di mobilità/circolazione che si stanno elaborando, ma se non si interviene anche sulle infrastrutture prioritariamente, con azioni immediate, tra due mesi Lodi sarà nel caos.
Cordiali saluti,
Domenico Ossino
Movimento Civico AMA IL TUO PAESE – Lodi


