Di Pubblicato il: 26 Marzo 2026Categorie: Lettere

Lettere – Sottopasso di Lodi, diffida al sindaco: «Non è una guerra ai poveri, ma per la legalità»

Lodi, 25 marzo 2026 – Dopo mesi di segnalazioni inascoltate e a seguito di un recente sopralluogo congiunto, i movimenti civici “Ama il Tuo Paese” (Domenico Ossino) e “Angeli Lodigiani” (Gianmario Invernizzi) hanno inviato una formale diffida e messa in mora al Sindaco di Lodi, informando contestualmente il Prefetto, il Questore, l’ATS e i Vigili del Fuoco.

Una questione di sicurezza e dignità – «Vogliamo essere chiari: la nostra non è una guerra ai poveri. È una battaglia per la legalità e per la restituzione di spazi pubblici alla comunità lodigiana» dichiarano Domenico Ossino e Gianmario Invernizzi. Sotto il viadotto della Tangenziale Est esiste una vera e propria ‘zona franca’ dove decine di persone vivono in condizioni igienico-sanitarie disumane, tra accumuli di masserizie e focolai accesi per scaldarsi e cucinare, con un rischio incendio altissimo proprio sotto i pilastri di un’arteria stradale strategica.

Basta marginalità tollerata – «Non è ammissibile che si tolleri tale degrado. Queste persone vanno censite e chi di competenza deve agire: chi ha diritto all’assistenza venga aiutato, ma la legalità deve essere ripristinata. I cittadini hanno paura di frequentare quel percorso e questo è inaccettabile».

Il peso di 25 anni di inerzia: una città senza visione – «Il vero scandalo non è solo l’accampamento odierno, ma la totale mancanza di visione strategica che ha caratterizzato le amministrazioni dal 2001 ad oggi,» incalzano Domenico Ossino e Gianmario Invernizzi. «Se in questi venticinque anni il Comune avesse completato i percorsi ciclabili e le infrastrutture di collegamento tra le due sponde dell’Adda, oggi non avremmo una ‘terra di nessuno’ sottratta alla collettività. La mancata realizzazione di queste opere ha creato il vuoto sociale e strutturale in cui il degrado è proliferato. È la prova che quando l’istituzione abdica al suo ruolo di programmazione, i cittadini ne pagano le conseguenze: prima con la perdita di sicurezza e oggi con la paralisi della mobilità dovuta alla chiusura del Ponte Bonaparte».

La diffida al sindaco – «Se non si interverrà subito con un piano di sgombero e bonifica definitiva, saremo pronti a denunciare l’eventuale omissione di atti d’ufficio. La sicurezza di Lodi non può più aspettare i tempi della burocrazia o del disinteresse politico».

Domenico Ossino (Ama il Tuo Paese)
Gianmario Invernizzi (Angeli Lodigiani)