Lettere – Caso Maccastorna in Parlamento, ma su Lodi cala il silenzio

Lodi, 20 Febbraio 2026 – Mentre il disastro della passerella di Maccastorna approda giustamente in Parlamento con un’interrogazione dell’On. Fabio Raimondo (FdI) volta a fare luce sulle responsabilità di AIPO, Domenico Ossino, referente del Movimento “Ama il Tuo Paese”, solleva un interrogativo politico di fondo: perché sul cantiere del Ponte di Lodi vige un silenzio così trasversale?
«È singolare osservare come i partiti di governo chiedano rigore e trasparenza a Roma per i fatti della Bassa, ma restino inermi di fronte all’imminente avvio di un cantiere altrettanto rischioso nel cuore di Lodi» – dichiara Ossino. «Forse il motivo risiede nel fatto che il progetto di allungamento del ponte del 2021 è stato condiviso e approvato da quegli stessi schieramenti che oggi siedono in maggioranza e opposizione sia a Lodi che a Roma?»
Il Movimento Civico evidenzia un paradosso: l’On. Raimondo chiede giustamente al Ministro delle Infrastrutture di verificare l’iter di controllo e le responsabilità dei soggetti coinvolti nel crollo. Tuttavia, per il Ponte di Lodi – dove AIPO intende procedere con un innesto di 8 metri su una struttura di rilevanza storica – non è stata mossa alcuna iniziativa parlamentare.
«Il silenzio della politica lodigiana è assordante» – continua Ossino. «Se a Maccastorna sono falliti i protocolli di vigilanza di AIPO, non possiamo accettare che si proceda a Lodi senza una revisione totale dei protocolli di sicurezza e una perizia terza. La politica ha il dovere di interrogarsi prima che i cantieri aprano, non dopo che le opere crollano».
Ossino conclude chiedendo che la medesima attenzione riservata al caso di Maccastorna venga applicata immediatamente anche al Ponte di Lodi: «I cittadini non votano per i progetti del 2021, votano per la loro sicurezza oggi. Chiediamo che anche il caso Lodi arrivi sui tavoli ministeriali prima del 2 marzo».
Domenico Ossino
Già Presidente C.Al.Lo.
Referente Movimento Civico “Ama il Tuo Paese”


