Riforma Sanità. Lodi con Asl 2 di Milano e Melegnano
MILANO – 29 GIUGNO 2015 «Quando si discute di una riforma fondamentale come quella sanitaria, ogni decisione deve essere considerata con la massima attenzione. Per quanto riguarda l’organizzazione delle Ats (Agenzia di tutela della salute) e delle Asst (Aziende socio sanitarie territoriali) noi continuiamo a ritenere che la soluzione ideale passi attraverso l’istituzione di un’unica Ats. Siamo certo disponibili anche a una mediazione, ma non troppo al ribasso. Se le Ats si riducono a qualche unità può anche andare bene. Purché si riduca verso il basso; meno sono meglio è. Riteniamo infatti eccessivo il numero di 8 Ats. Occorre uno sforzo in più da parte degli alleati: non è un capriccio di Forza Italia, la nostra richiesta nasce dall’esigenza di ridurre in termini tangibili i costi dell’organizzazione della struttura amministrativa».
Così il presidente del gruppo Forza Italia in Consiglio regionale della Lombardia Claudio Pedrazzini motiva la decisione di Forza Italia di astenersi sulla parte riguardante il numero delle future Agenzie di tutela della salute e delle Aziende socio sanitarie territoriali.
«Siamo d’accordo sulla riforma – conclude il presidente azzurro – e siamo i primi a essere convinti della necessità di organizzare gli ambiti territoriali puntando alla razionalità e all’efficienza, ma poniamo la giusta attenzione anche al contenimento dei costi. Vogliamo sperare che tra due settimane, quando il testo arriverà nell’Aula del Consiglio per la discussione finale, verranno accolti gli opportuni adeguamenti indicati da Forza Italia».
«Per quanto riguarda Lodi, l’Azienda Socio Sanitaria Territoriale (ASST) comprenderà Lodi e Melegnano, il Territorio ed i relativi Poli Ospedalieri afferenti all’ASL di Lodi e Milano 2». Lo spiega il consigliere regionale lodigiano Pietro Foroni che aggiunge: «Sono soddisfatto per il voto espresso oggi in Commissione. Si tratta di una scelta di buon senso che tiene conto della normativa vigente in base alla quale un’azienda ospedaliera non può avere un territorio da gestire ma un ASST. Questo si traduce nell’impossibilità di qualsiasi ipotesi di accorpamento con il San Matteo di Pavia o il San Paolo di Milano come inizialmente pensato. L’iter della riforma proseguirà adesso con una corposa discussione in Aula a partire dal prossimo 14 luglio, dove tutte le forze politiche saranno chiamate a fornire il loro contributo nelle sedute del Consiglio regionale appositamente convocate anche in orario notturno. La riforma non farà venir meno alcun servizio ai cittadini ma apporterà un risparmio della spesa pubblica pari all’8% su una base di 17 miliardi euro. Un risparmio significativo, che sarà utilizzato per migliorare ulteriormente i servizi e le prestazioni erogate a tutti i cittadini lombardi».


