Di Pubblicato il: 12 Giugno 2015Categorie: Attualità

Provincia. Lettera aperta della RSU ai partiti, agli amministratori del Lodigiano, alla società civile

LETTERA APERTA  AI PARTITI POLITICI, AGLI AMMINISTRATORI DEL LODIGIANO, ALLA SOCIETA’ CIVILE

Nelle ultime settimane le iniziative nelle quali ci si interroga pubblicamente su che fine farà quello che, al termine del processo della cosiddetta riforma, resterà della Provincia di Lodi, sembrano moltiplicarsi. Gli interrogativi posti sembrano, però, dare già per scontato il processo di progressiva chiusura dell’Ente Provincia ed il fallimento degli enti di area vasta e concentrarsi unicamente sui processi di futura aggregazione territoriale e sull’opportunità che  Lodi entri  a far parte della Città Metropolitana di Milano o di altre entità geo-politiche.  L’impressione è che a tale scelta, non si capisce bene in base a quale considerazione, venga attribuito un ruolo salvifico in sé e che vengano ignorati alcuni fatti fondamentali:

1) La Provincia di Lodi, ad oggi, continua ad esistere ed a svolgere, al momento, per intero tutti  i compiti – oltre 100 funzioni – che le leggi, regionali e nazionali,  le hanno assegnato e che, allo stato, nessuno ha ancora deciso, nella stragrande maggioranza delle Regioni (Lombardia compresa), chi erogherà in futuro;

2) I dipendenti fanno, al di là dei comunicati ufficiali e propagandistici del governo, ancora capo all’Ente ed il loro destino è fortemente incerto ;

3) La cosiddetta riforma è nel caos più totale. L’unica cosa certa sono gli insopportabili prelievi forzosi ed i tagli che non consentiranno, e non consentono già, di erogare servizi che si stanno rapidamente degradando e sono destinati, in alcuni casi, a spegnersi lentamente;

4) Se tagli e prelievi rimarranno quelli previsti,  quale che sia l’approdo futuro – Città metropolitana od altro – non ci saranno soldi per erogare i servizi sul territorio. Infatti con queste risorse tutti gli enti, Città metropolitana di Milano compresa, vanno verso un inevitabile dissesto;   

In considerazione di ciò siamo convinti che interrogarsi ora sul fatto che in futuro si possa diventare una minuscola parte della Città Metropolitana o aggregarsi con altre Province della Bassa Lombardia sia non solo prematuro, ma rischi anche di far ombra ad un fallimento imbarazzante per molti, a livello politico,  per ed ignorare quella che è la principale necessità del nostro territorio: capire come continuare a far sì che i servizi vengano erogati in presenza di una quantità adeguata di risorse e di strumenti, comprese le necessarie professionalità. In parole povere siamo convinti che il rischio sia quello di guardare il dito e perdere di vista la luna, ignorando la necessità di spostare invece il  confronto su come fare già da ora , ed in futuro anche alla luce delle decisioni che dovrà assumere la Regione Lombardia e degli spazi che la L. 56/2014 può dare, a garantire interventi su scuole, strade e viabilità, ambiente, disabilità, servizi culturali, solo per citare alcune cose che la Provincia fa. E’ un po’ come se, concedeteci il paragone,  mentre il malato si aggira ancora per la stanza, i parenti discutessero già di dove seppellirlo.

Noi siamo invece convinti, e per questo ci rivolgiamo a tutti con un appello pubblico, che sarebbe invece necessario, in questo momento, convogliare  le energie di tutti gli Enti, delle forze politiche, della società civile su alcuni obiettivi chiari:

– Chiedere al Governo, programmando azioni comuni incisive, di rivedere al più presto le proprie decisioni in materia di tagli di risorse, dando alle Province, ed alle future aree vaste, i mezzi economici per poter continuare concretamente ad erogare i servizi;

– Chiedere, con forza, alla Regione Lombardia di prevedere nella Legge di riordino che sarà approvata, come fatto altrove,  l’assunzione diretta delle funzioni non fondamentali che non rimangono in capo alla futura area vasta o ad altri Enti, lasciando poi  servizi, uffici e personale sul territorio;

– Avviare un confronto, riflettendo su cosa dovrà essere nel concreto l’area vasta, sulle necessità ed i bisogni del territorio, sui livelli di servizi attualmente prestati e su chi le eroga, che porti alla possibile individuazione di un progetto territoriale condiviso e di strumenti che impediscano che il territorio venga depauperato

RSU della Provincia di Lodi