Maxi logistica Ospedaletto. Foroni: «Ancora e sempre parole dall’azienda ma nessun impegno concreto»
Milano, 3 Agosto. “Ancora parole, parole e parole ma nessun impegno concreto. Si chiacchiera da più di otto mesi sulla questione della maxi logistica di Ospedaletto Lodigiano ma l’unica verità è che da parte di FM Logistic non è stato preso alcun tipo di impegno effettivo, formale e scritto, in merito alla tipologia di occupazione prevista. L’unico dato di fatto vero è la nuova legge regionale contro il consumo di suolo che impedisce mutamenti di destinazioni d’uso dei terreni da agricoli a edificabili salvo la sottoscrizione di un accordo di programma regionale in caso di presenza di interessi regionali all’operazione ”. Così il consigliere regionale lodigiano Pietro Foroni interviene in merito all’incontro che si è svolto nei giorni scorsi tra la proprietà e alcuni sindaci dei territori coinvolti. “Dovranno essere rigorosamente rispettate tre condizioni fondamentali già indicate da Regione Lombardia: occupazione con chiamata diretta di lavoratori assunti con contratto di tipo subordinato, perequazione tra i terreni trasformati con altri terreni che dovranno tornare alla destinazione agricola e compartecipazione dei proprietari terrieri alle spese delle opere pubbliche compensative. Sono condizioni imprescindibili, ribadite anche dal Sottosegretario ai rapporti con il Consiglio regionale Ugo Parolo nella giornata di mercoledì 29 luglio nel corso di un incontro tenutosi al Pirellone con alcuni rappresentanti contrari al progetto. Alla luce di questo, trovo molto grave che nel corso del sopralluogo con l’azienda fossero presenti solo esponenti del Comune e della Provincia, tutti riconducibili al PD, ma nessun esponente di Regione Lombardia, considerato che spetta proprio alla Regione ravvedere un interesse di impatto regionale nel progetto. In merito a quell’80% di personale che l’azienda ha dichiarato di voler assumere direttamente – aggiunge l’ex Presidente della Provincia di Lodi – l’azienda dovrà assicurare condizioni di lavoro certe, fornendo anche garanzie fideiussorie sul fatto che i posti di lavoro in quella misura siano a chiamata diretta. Non bastano generici impegni ma dovranno essere correlate da specifiche garanzie. Toccherà poi agli enti locali trovare quei terreni oggi previsti come già edificabili che dovranno invece tornare alla destinazione agricola. Sul punto ho chiesto il coinvolgimento delle associazioni sindacali agricole. Infine, va anche calcolata la plusvalenza tra terreno agricolo ed edificabile, che non dovrà essere totalmente a beneficio dei proprietari privati, ma una parte cospicua di tale importo dovrà compartecipare alle spese delle opere accessorie. Devo tuttavia stigmatizzare l’esclusione di Regione Lombardia dal sopralluogo: ci si scordi che per Regione sarà una mera formalità ratificare decisioni prese da esponenti del PD lodigiano. Se non saranno rispettate tutte le condizioni poste da Regione Lombardia a tutela dell’interesse pubblico e collettivo, la mia posizione rimarrà un no categorico alla fattibilità della maxi logistica e mi batterò in ogni sede competente affinché il progetto non venga realizzato. Senza il rigoroso rispetto di queste condizioni sarebbe infatti il solito progetto che si risolve in un favore reso ai privati, azienda e proprietari terrieri, con qualche limitata compensazione per alcuni comuni confinanti, ma senza alcuna vera tutela per l’interesse pubblico e con una ennesima devastazione del nostro tessuto agricolo”.


