Lettere – Salvabanche, cittadini rovinati da questo decreto voluto dal Governo

soldi-nuova
Gentile direttore,
mi permetto di scriverle alcune brevi riflessioni che ritengo utili per fare un po’ di chiarezza sul decreto cosiddetto “salva banche”.
In più occasioni ho avuto modo di ascoltare esponenti del Governo affermare che questo decreto aveva salvato molti risparmiatori.
I fatti dimostrano purtroppo che le cose sono andate molto diversamente. Infatti, invece che far pagare gli enormi debiti delle banche a chi li aveva creati (le banche stesse con la corresponsabilità di chi doveva vigilare sul loro operato: Bankitalia e Consob) utilizzando il Fondo Interbancario costituito dai soldi versati dalle banche stesse , il Governo ha deciso di risanare i loro bilanci deteriorati azzerando i risparmi di una vita per decine di migliaia di persone.
Questo significa che i risparmiatori non sono stati salvati bensì rovinati da questo decreto voluto dal Governo.
Una scelta folle ma che è stata fatta in piena lucidità da un Renzi che sta dalla parte dei forti, le banche, e contro i più deboli, i risparmiatori.
Ma approfondiamo la questione.
Il Governo ha giustificato questa sua decisione dicendo che ce lo chiedeva l’Europa.
Falso! E lo ha confermato la stessa Banca d’Italia, intervenuta in Parlamento pochi giorni fa, che ha smentito il Governo dicendo che la Commissione Europea non ci ha mai ufficialmente vietato di utilizzare il Fondo Interbancario.
Secondo il rappresentante di Banca d’Italia questa soluzione, insieme alle risorse di altre banche, avrebbe consentito di porre i presupposti per il superamento delle crisi senza alcun sacrificio per i creditori delle quattro banche.
Non vi è certezza, quindi, che questa soluzione non fosse percorribile; e in ogni caso le direttive europee non sono certo le tavole bibliche della legge: gli altri Stati, in primis la Germania, le violano costantemente, infischiandosene delle conseguenze.
Soltanto il 19 ottobre scorso, è stato approvato il piano di salvataggio pubblico della HSH Nordbank, banca tedesca detenuta in maggioranza dai governi regionali.
E questo è solo uno dei tanti scheletri nell’armadio europeo. Quando si chiede ai risparmiatori italiani di rassegnarsi alle regole europee non bisognerebbe mai dimenticare che lo scempio a cui si è assistito in Grecia non è altro che il frutto del salvataggio delle banche francesi e tedesche che avevano spregiudicatamente acquistato titoli greci per fini speculativi, e che sono state salvate anche con i soldi delle tasse degli italiani.
Ma neanche la Banca d’Italia è esente da colpe. Occorreva aspettare fino a oggi per scoprire che è necessario vietare la vendita di titoli di rischio a piccoli risparmiatori incapaci di valutarli, dopo che è stata la stessa Banca d’Italia a imporre agli istituti dissestati di reperire sul mercato dei privati, ovvero presso i piccoli risparmiatori, le risorse per la propria ricapitalizzazione?
Non è vero, infine, che il Decreto cosiddetto “Salva-Banche”, ma in realtà “Ammazza-risparmiatori”, ha operato senza alcun costo per i contribuenti.
In realtà si è trattato di una soluzione di compromesso tra il bail-in (salvataggio a carico delle stesse banche) e bail-out(salvataggio esterno) che ai contribuenti costa almeno un miliardo: 400 milioni di garanzia da Cassa Depositi e Prestiti sugli 1,7 miliardi prestati dal Fondo di Risoluzione per i crediti in sofferenza e 650 milioni di esenzione Ires sui prestiti delle banche al Fondo di Risoluzione.
In definitiva, troppe bugie sono state dette in questo caso. Bugie pericolose, perché oltre a non rendere giustizia ai cittadini che hanno perso tragicamente i propri risparmi, pregiudicano la fiducia dei risparmiatori nel sistema bancario nel suo complesso.
Per questo motivo, il M5s ha intenzione di intraprendere una battaglia senza quartiere: in primo luogo per trovare la verità e attribuire a ciascuno le proprie responsabilità e poi per esigere che gli interessi dei risparmiatori siano posti davanti a quelle degli altri Stati o a normative europee che per alcuni si interpretano e per l’Italia si applicano, a causa del suo Governo inginocchiato davanti a poteri antidemocratici.
La Costituzione dice che le limitazioni di sovranità sono consentite solo “a condizione di parità” e “per la pace e la giustizia” tra i popoli, non a condizioni di sudditanza verso Juncker o Merkel e per la speculazione nei paradisi fiscali lussemburghesi o nelle Landesbanken dei partiti tedeschi; e che la Repubblica tutela il risparmio in tutte le sue forme.
Solo una forza politica che anteponga agli affari privati di amici e parenti i valori della Costituzione può svelare queste bugie a beneficio dei più deboli.
Deputato Danilo Toninelli
Portavoce cittadino alla Camera dei Deputati
MoVimento 5 Stelle


