Breast Units Network. Foroni: «Anche nel lodigiano saranno implementate le nuove Unità di Cura di altissimo livello»
Milano, 19 Maggio. Approvata nella seduta odierna del Consiglio Regionale una risoluzione che sollecita l’attuazione delle Breast Units Network. Si tratta di Linee di indirizzo sulle modalità organizzative ed assistenziali della rete dei Centri di Senologia. Nel merito è intervenuto il consigliere regionale Pietro Foroni.
“Sono Unità di Cura di altissimo livello – spiega Foroni – dove saranno applicati protocolli di prevenzione e cura per il carcinoma al seno approvati dalla comunità scientifica internazionale e fatti propri dalla recente Intesa Stato-Regioni dello scorso dicembre. Sono protocolli e cure che saranno applicate all’interno di centri ospedalieri specializzati appositamente predisposti e organizzati con professionisti esperti nei diversi settori. Si tratta di strutture ospedaliere in grado di offrire i più alti livelli di competenza, di diagnosi precoce con screening personalizzati per la prevenzione dei tumori al seno. L’obiettivo è di offrire a tutte le pazienti cure mirate ed efficaci in grado di poter garantire in tempi molto brevi una migliore qualità di vita e, quando possibile, una completa guarigione. Anche il lodigiano sarà interessato dalle nuove strutture delle Breast Units che, una volta a regime, apporteranno effetti particolarmente significativi. Le pazienti potranno beneficiare di eccellenti strutture per le cure del tumore al seno, diagnosi precoci e mirate e si potranno salvaguardare molte vite con i medesimo modelli qualitativi in tutti i territori della Lombardia. Oltre alla standardizzazione dei livelli di cura in tutte le strutture territoriali, abbiamo chiesto di applicare la nostra proposta approvata in Consiglio regionale a metà del 2013, che chiedeva l’estensione su tutto il territorio regionale del progetto R.A.L. – Rete Alti Rischi -. Si tratta di un progetto di alto spessore avviato dall’Asl di Varese che si propone la prevenzione del tumore ereditario al seno e all’ovaio con programmi di diagnosi dei carcinomi geneticamente trasmessi e l’esenzione dal ticket. Sono diagnosi difficili, la cui indagine precoce deve essere particolarmente tempestiva e mirata, in particolare per chi presenta un alto rischio per ereditarietà. Sono assolutamente convinto – conclude il consigliere del Carroccio – che in tale ambito sia infatti molto più importante sostenere il costo di un esame con esito negativo ma avere la certezza di uno stato di buona salute”.


