Bocconi avvelenati: cosa fare e l’importanza della denuncia

Gli avvelenamenti di animali, purtroppo frequenti, rappresentano un grave reato previsto dagli articoli 544-bis e 544-ter del codice penale, oltre che dalla legge sanitaria (art. 146 T.U. Regio Decreto 1934). La diffusione di bocconi o esche avvelenate è severamente punita, con pene che prevedono reclusione e multe.
Fondamentale per combattere questo fenomeno è la denuncia, che può essere fatta anche contro ignoti. Denunciare permette non solo di identificare e punire gli autori, ma anche di evidenziare la gravità del problema, favorendo così interventi mirati.
In caso di sospetto avvelenamento, il proprietario o responsabile deve:
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Segnalare immediatamente il caso alle autorità competenti (Forze di Polizia, Sindaco, Prefetto, ASL Veterinaria).
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Allegare alla denuncia tutti i referti veterinari e, se l’animale muore, anche i risultati dell’autopsia e delle analisi tossicologiche svolte dall’Istituto Zooprofilattico.
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Collaborare affinché le spoglie dell’animale vengano consegnate al medico veterinario per le analisi obbligatorie.
La legge, con l’Ordinanza ministeriale del 2009, impone questi obblighi per contrastare e prevenire la diffusione delle esche avvelenate. Ricordiamo che la denuncia può essere presentata presso qualsiasi organo di polizia giudiziaria e deve contenere tutte le prove del sospetto avvelenamento.


