Di Pubblicato il: 26 Gennaio 2015Categorie: Attualità

Agrinsieme: «Vogliamo un Paese normale»

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Vittorio Boselli

Vittorio Boselli

“Può essere considerato normale un Paese in cui un imprenditore agricolo, alla vigilia di importanti scadenze che implicano decisioni e investimenti, navighi nel buio in attesa delle decisioni del governo?”.

Se lo chiede Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, stigmatizzando l’atteggiamento confuso, ondivago e assolutamente non tempestivo del Governo riguardo alle questioni dell’Imu e dell’applicazione della riforma della Pac – la Politica Agricola Comunitaria – su pagamenti diretti e piani di sviluppo rurale.

“Non è normale – sottolinea in particolare Antonio Boselli, Presidente di Confagricoltura Milano, Lodi, Monza Brianza e consigliere nazionale dell’organizzazione agricola – che, dopo l’emanazione di un provvedimento assurdo che introduceva il pagamento dell’Imu nelle zone montane secondo criteri altimetrici (provvedimento sospeso dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio fino  al 21 gennaio), una pronuncia dello stesso Tar ha ribaltato le conclusioni della prima istanza, annullando la proroga; così, ora, gli agricoltori si trovano nella situazione di dover pagare il dovuto entro pochi giorni”.

In vero il Governo è già intervenuto  ed è stata abrogata la classificazione su base altimetrica.

“Rilevo, però, che parte delle risorse per la copertura finanziaria del provvedimento vengono sottratte al ‘pacchetto agricolo’” osserva Boselli.

 “Non è un Paese normale – osserva ancora Agrinsieme – quello che introduce un  meccanismo di inversione contabile dell’Iva (reverse charge) per le vendite di prodotti agricoli alla Grande Distribuzione Organizzata e che si traduce concretamente in una grave perdita di liquidità”.

“Non  è normale – rileva poi Boselli – che sia ancora in alto mare e che sia stata rivista in alcuni elementi essenziali (rimettendo in discussione alcuni principi già acquisiti in materia di agricoltore attivo e superfici ammissibili) la seconda bozza di decreto del Ministero alle Politiche Agricole e Forestali applicativo della riforma della Pac, che detta anche le condizioni per il cosiddetto ‘inverdimento’. Si stanno rivedendo le disposizioni già approvate nell’autunno scorso riguardanti questioni fondamentali per gli agricoltori per fissare gli ordinamenti produttivi e predisporre le domande della Pac del prossimo mese di maggio”.

“Non è normale infine – osserva Agrinsieme – che si debbano attendere alcuni mesi per l’approvazione dei piani di sviluppo rurale che rappresentano un importante elemento di politica agricola e veicolano oltre 20 miliardi di euro nel periodo di programmazione 2014-2020. Con una possibile lunga soluzione di continuità degli interventi che priva l’agricoltura italiana di importanti misure”.

“Fare impresa – conclude Antonio Boselli – esige regole certe e i necessari tempi di programmazione, e non continui ritardi e ripensamenti. Questo vale ancor più in un settore come quello agricolo, di per sé soggetto alle variabili naturali del clima e più esposto di altri ad eventi non prevedibili”.