Lavoro e fisco. Dichiara 74 mila euro, ne paga 83mila in tasse

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Riportiamo di seguito un articolo apparso su “Il Giornale” che riguarda la paradossale vicenda di un giovane artigiano lodigiano che ha aperto un’attività solo due anni fa.
Nel 2013 avvia l’attività nel settore elettromeccanico (ascensori). (…). Nel secondo anno di attività dichiara 74.964 euro di reddito lordo. Con gli oneri deducibili si scende a 73.600. Su quanto dichiarato, deve pagare ad agosto 24.639 euro di Irpef a saldo, a cui va aggiunta l’addizionale regionale per 1.179 euro, l’addizionale comunale per 589 euro, l’Irap per 2.591 euro e i contributi (Inps) per 13.487 euro. Ma non è finita. Ci sono da saldare, sempre ad agosto, 9.855 euro di acconto Irpef, più il primo acconto per l’addizionale comunale di 177 euro, il primo acconto Irap di 1.036 euro e il primo acconto di contributi (Inps) di 6.873 euro. Totale da versare ad agosto: 60.427 euro.
Nemmeno il tempo di pagare ed ecco che incombe novembre con le sue scadenze. Parliamo degli anticipi che deve pagare sulla base di quanto ha dichiarato l’anno precedente. Tra secondo acconto Irpef di 14.783 euro, secondo acconto Irap di 1.554 euro e secondo acconto contributi (Inps) di 6.873 a novembre si raggiunge un totale di 23.211. Morale: il giovane artigiano che credeva di aver finalmente trovato un lavoro, dopo il suo primo anno di attività, a fronte di 74.964 di reddito lordo dichiarato paga 83.700 di tasse. Lo Stato si è preso tutto il suo reddito e non contento si è rubato altri 8.736 euro.


