Di Pubblicato il: 17 Giugno 2015Categorie: Attualità

Lettera aperta di Asvicom al Comune sulla lotta alle ludopatie

Vittorio Codeluppi

Vittorio Codeluppi

Egregio Signor Sindaco,

a fronte della dinamica sempre più preoccupante che sta assumendo il dilagante fenomeno della ludopatia, la cui lotta vede unite insieme realtà associative, amministrazioni e istituzioni di carattere territoriale e nazionale, siamo a chiederLe una riflessione congiunta con la nostra Associazione, che rappresenta un importante spaccato del tessuto commerciale del lodigiano, portando alla Sua attenzioni alcune riflessioni emerse nel corso degli ultimi direttivi e riunioni associative con esercenti e gestori di attività commerciali (tra cui l’ultimo occorso in data 11 giugno 2015 alla presenza di tutti gli esponenti del direttivo), nella speranza che queste stesse riflessioni possano rivelarsi utili, produttive e proficue per il nostro territorio, i nostri cittadini e i nostri associati.

Oltre agli incontri già avviati, abbiamo intenzione di procedere alla convocazione di riunioni periodiche con il direttivo, gli associati e altri interlocutori interessati, per approfondire i diversi aspetti che la complessità e la delicatezza di questa tematica va a toccare e su cui riteniamo fondamentale aprire un percorso di dialogo, apertura e partecipazione tra i diversi attori del tessuto territoriale.

 Sappiamo che proprio in queste settimane la Sua Amministrazione sta assumendo decisioni e posizioni in merito alla limitazione degli orari da dedicare al gioco, proprio per le attività che gestiscono Sale Gioco e locali in cui sono installate slot machine.

A tale proposito, come Asvicom Lodi, condividendo peraltro il pensiero della Confederazione Nazionale, che ci riporta la sua esperienza in diversi territori e realtà provinciali, siamo in prima linea nella lotta contro le ludopatie, primi tra le associazioni di categoria del territorio a organizzare, in accordo con l’ASL di Lodi (in ossequio alla Legge Regionale n° 8 del 21 ottobre 2013), percorsi formativi destinati agli esercenti, per lottare e combattere insieme, nonché avviare misure di prevenzione: il percorso formativo si propone quindi di studiare e proporre soluzioni, nonché fornire sostegno ai gestori di sale da gioco o locali dove sono presenti apparecchiature per il gioco d’azzardo lecito, che dovranno adeguarsi all’obbligo formativo per la gestione della relazione con la clientela a rischio ludopatia.  

Concordiamo nell’affermare che quella della ludopatia è una vera e propria piaga sociale, che mette a rischio 790mila italiani: si tratta di giocatori “problematici” che rischiano di diventare dipendenti dal gioco d’azzardo; l’1,65% della popolazione italiana, quindi, rischia di finire nel tunnel della dipendenza, 200 mila in più rispetto a 5 anni fa . Siamo perciò totalmente contrari all’apertura di Sale VLT, che minano di fatto l’economia domestica di famiglie appartenenti a fasce sociali già in difficoltà e a rischio e che spesso cadono in rovina proprio a causa della presenza diffusa delle sale slot.

Troviamo aberrante l’aver permesso a queste stesse sale VTL la possibilità di insediarsi nelle grandi città, ed ora anche nei piccoli paesi, dove le catene delle grandi major del settore fanno numeri straordinari in termini di ricavi e fatturati. I dati ufficiali sul gioco d’azzardo in Italia confermano che si tratta di un fenomeno significativo, per cui la Lombardia detiene il primato con un fatturato annuo di circa il 18% del totale nazionale. La realtà e l’indotto del gioco d’azzardo sono considerate la terza industria italiana (4% del Pil).  Sono oltre 1500 i giocatori patologici in cura nei Dipartimenti delle dipendenze delle ASL lombarde (la stima nazionale oscilla tra i 302.093 e 1.329.211 giocatori patologici).

Tutto ciò premesso, riteniamo altrettanto importante e fondamentale per la salvaguardia del tessuto commerciale locale e delle piccole attività della città di Lodi distinguere tra queste sale del gioco d’azzardo e i tanti bar ed esercizi commerciali che hanno come core business quello della somministrazione di cibi e bevande, detenendo un esiguo numero di macchinette per il gioco, altrettanto determinanti per “tenere in piedi” il bilancio delle stesse attività, contribuendo in maniera significativa e rilevante a “far quadrare i conti” degli esercizi per la somministrazione.

Pur affiancando il Comune di Lodi nelle campagne di comunicazione e ogni attività di sensibilizzazione contro questa piaga sociale, nonché ad ogni forma di disincentivo verso l’apertura di nuove attività legate al gioco d’azzardo, ci sentiamo allo stesso tempo di chiedere attenzione e di dar voce ai tanti esercenti che vedrebbero fortemente colpito l’introito derivante dalla limitazione degli orari destinati al gioco, mettendo a rischio la continuazione delle attività e la tutela di posti di lavoro, con conseguenze altrettanto preoccupanti in termini di occupazione territoriale.

 A questo proposito, ci sentiamo di sottoporLe e di aprire un dialogo con gli attori del territorio in merito a due ordini di domande:

Davvero la limitazione degli orari potrebbe portare effettivi benefici ai “giocatori”, portati piuttosto a spostarsi presso altri paesi  e Comuni in cui non vige questa stessa limitazione? Non sarebbe più opportuno attendere determinazioni di carattere almeno regionali se non nazionali in merito a questi aspetti? E di conseguenza: quale (in termini quantitativi e qualitativi) l’efficacia di questa misura limitativa se non si interviene davvero sulla patologia di questi soggetti (a partire da campagne di sensibilizzazione e collaborazione con gli organismi sanitari)?

I proprietari dei locali e degli esercizi temono risulti molto difficile (e in alcuni casi impossibile se non con l’intervento delle forse dell’ordine) riuscire a “staccare” i soggetti ludopatici dalle slot machine (sia nel momento di vincita, che di perdita), con conseguenze anche poco piacevoli, che potrebbero dare adito a reazioni imprevedibili o ad atti inconsulti.

 Nella speranza che questi spunti di riflessioni possano costituire la base per nuove forme di approfondimento condivise nelle opportune sedi, porgiamo cordiali saluti

Il Presidente di Asvicom Lodi

Vittorio Codeluppi


SCOPRI QUI le migliori offerte della tua città!