Soccorso in montagna, chi sbaglia paga. Pedrazzini: «Un freno a chi sfida la montagna con troppa improvvisazione»

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«L’imprudenza, in alcune circostanze, è inaccettabile. Chi si mette nei guai, avventurandosi in zone di montagna pericolose o impervie senza la giusta esperienza alle spalle, deve essere consapevole che in caso di difficoltà potrebbe obbligare altre persone a rischiare la vita per cercare di salvarlo». Così il presidente di Forza Italia in Regione Lombardia Claudio Pedrazzini dopo l’approvazione, in Consiglio regionale, delle nuove disposizioni “in materia di soccorso alpino e speleologico in zone impervie”.
«È chiaro che il pronto soccorso in tutta la Lombardia deve essere garantito in ogni momento e in ogni luogo, a chiunque si trovi in difficoltà – prosegue Pedrazzini –. Tuttavia troppo spesso escursionisti improvvisati chiedono aiuto per uscire da situazioni provocate dalla loro negligenza. In questo modo vengono occupate risorse e mezzi che potrebbero servire nello stesso momento per far fronte a emergenze diverse. Da oggi, chi si mette nei guai in zone montuose particolarmente difficili da raggiungere, eludendo le regole dettate dalle norme e soprattutto dal buon senso, dovrà mettere mano al portafogli e pagare di tasca sua contribuendo alle spese».
«Non dimentichiamo – conclude il presidente azzurro –, che anche nei casi in cui le operazioni di salvataggio non si rivelano particolarmente pericolose per i soccorritori, comportano comunque dei costi, anche elevati, che sono a carico della collettività. Pensiamo ad esempio alle implicazioni economiche provocate dall’invio di un elicottero. Sono convinto che la consapevolezza di dover contribuire alle spese sostenute per il proprio salvataggio possa rappresentare un forte deterrente contro le iniziative maldestre degli escursionisti che sfidano la montagna con troppa improvvisazione».


