Conti sempre in rosso per le aziende agricole. Preoccupa la situazione di centinaia di imprese
La conferma è arrivata a gennaio da Ismea: la situazione per decine di aziende agricole della nostra regione è diventata ormai insostenibile.
La causa?
L’aumento eccessivo dei costi di produzione e l’aumento assolutamente inadeguato dei prezzi conferiti agli imprenditori agricoli per i loro prodotti.
Dal 2000 al 2014 il settore dell’agricoltura – ricorda in particolare Confagricoltura – ha perso quasi 2 miliardi di euro, con una flessione di ben il 6%.
Se nel 2000 si registravano oltre 30 miliardi di euro di valore aggiunto, ora se ne contano molti di meno.
Preoccupa soprattutto la situazione registratasi nel quarto trimestre dell’anno scorso, in cui si è avuto un calo davvero severo del PIL agricolo, attestatosi attorno al 7% su base tendenziale e al 4,4% su base congiunturale: “Era dal 2010 che non si arrivava così in basso” sottolinea Confagricoltura.
“Il dato però – aggiunge Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Milano, Lodi, Monza Brianza – non ci sorprende visto che la diminuzione media dei prezzi dei prodotti agricoli all’origine é stato del 5,5% nel 2014 rispetto all’anno precedente, con punte superiori al’8% per le produzioni vegetali”.
“La situazione non è più sostenibile da parte delle nostre aziende” ribadisce Boselli, preoccupato in particolare per la prolungata crisi del settore lattiero-caseario e, più in generale, di quello zootecnico.
E’ per questo che Confagricoltura torna a chiedere politiche idonee e un’attenzione diversa al settore primario che, come stanno anche evidenziando le manifestazioni di sensibilizzazione e di protesta in corso in tutta Italia in questo periodo, ha ancora tante criticità da rimuovere.
Si tratta, in particolare, di rilanciare i consumi interni e le esportazioni per ridare respiro alle imprese agricole e alla loro redditività.


