Di Pubblicato il: 23 Ottobre 2026Categorie: Lettere

Lettere – Ponte VenTo sul Lambro tra Lambrinia e Orio Litta: emergono nuove criticità strutturali

Il ponte VenTo

Lodi, 22 ottobre 2026 – Quanto denunciato pubblicamente il 12 ottobre scorso trova ora conferma ufficiale in un documento protocollato: la segnalazione formale delle Guardie Ecologiche Volontarie (GEV) del Distretto di Inverno e Monteleone, redatta dagli agenti operativi Provini Massimo e Lacchini Mario Ubaldo in data 8 ottobre 2026 e protocollata dal Comune di Orio Litta il 13 ottobre 2026 (prot. n. 4703/2026).

Il documento è stato ottenuto tramite formale accesso agli atti presentato al Comune di Orio Litta ai sensi degli artt. 22 e ss. della L. 241/1990, in risposta al quale il Responsabile del Servizio Tecnico, Arch. Paola Bertolasi, ha trasmesso la documentazione in proprio possesso con nota prot. n. 4745 del 15 ottobre 2026.

La segnalazione GEV descrive con precisione quanto già evidenziato nel comunicato del 12 ottobre: l’accesso non controllato al cantiere con transenne facilmente rimovibili, le famiglie che nei fine settimana attraversavano liberamente il ponte, e soprattutto — elemento tecnico di grande rilevanza — un’anomala curvatura della campata verso il basso, laddove la struttura, per la tipologia delle travature, dovrebbe presentare una curvatura verso l’alto.

Gli agenti stessi pur non disponendo di competenze tecniche specifiche, hanno segnalato ai comuni rivieraschi un’anomala flessione visiva del ponte, raccomandando opportune verifiche tecniche.

Vale la pena sottolineare che nella risposta alla segnalazione GEV, il Comune di Orio Litta ha ammesso esplicitamente di essere già a conoscenza delle criticità — a seguito della denuncia diffusa il 12 ottobre e ripresa dalla stampa locale e provinciale nei giorni successivi. Quella denuncia ha quindi preceduto e innescato la catena istituzionale di segnalazioni formali.

Nuove criticità emerse dal sopralluogo – A seguito della pubblicazione degli articoli e dell’accesso agli atti, mi sono recato sul posto per un sopralluogo. Oltre alla flessione già segnalata, ho potuto constatare personalmente ulteriori elementi che ritengo debbano essere portati all’attenzione degli enti competenti.

«Premetto di non essere un tecnico — dichiara — e che le mie osservazioni non hanno la pretesa di una valutazione ingegneristica. Tuttavia, anche a occhio non esperto, ho rilevato che buona parte del cemento costituente il pavimento del ponte presenta evidenti rilasci di ruggine proveniente dalle travi. Si tratta di un segnale visibile che, a mio avviso, merita una verifica da parte di chi ha le competenze per valutarlo, in quanto potrebbe indicare una sofferenza delle travi portanti. Ho notato inoltre che lo spessore della pavimentazione appare considerevole: da profano mi chiedo se il peso complessivo della pavimentazione rientri nelle tolleranze di progetto o se stia contribuendo al carico sulla struttura, come già ipotizzato nella stessa segnalazione GEV.»

«Va riconosciuto — aggiungo — che i sindaci di Orio Litta e Chignolo Po hanno dimostrato attenzione e senso di responsabilità, intervenendo tempestivamente per mettere ulteriormente in sicurezza gli accessi al ponte a seguito delle segnalazioni pervenute. Un comportamento istituzionalmente corretto, che apprezzo.»

La responsabilità è di AIPO — e non può essere elusa – Il Comune di Orio Litta, nella propria risposta alla segnalazione GEV, ha chiarito formalmente che la responsabilità dell’opera — custodia del cantiere, direzione dei lavori e operazioni di collaudo — è interamente in capo ad AIPO, in qualità di soggetto attuatore.

«Questo significa — conclude — che tutte le domande poste restano aperte e sono indirizzate all’unico soggetto che può e deve rispondere: AIPO. Quali sono gli esiti del collaudo? La flessione rientra nelle tolleranze di progetto? Il peso della pavimentazione è stato verificato? Chi sta monitorando lo stato delle travi? Il territorio lodigiano, dopo il disastro di Maccastorna, non può permettersi un altro silenzio istituzionale su un’infrastruttura finanziata con fondi pubblici PNRR.»

«Continuerò a seguire questa vicenda nell’interesse dei cittadini lodigiani, con la stessa attenzione e la stessa determinazione che hanno sempre contraddistinto il mio impegno sul territorio. Chi ha costruito quest’opera con denaro pubblico ha il dovere di garantirne la sicurezza. Noi abbiamo il dovere di non smettere di chiederlo.»

 

Domenico Ossino

Già fondatore e Presidente del Comitato Alluvionati Lodi – C.Al.Lo