Di Pubblicato il: 23 Luglio 2026Categorie: Lettere

Lettere – La Corte Costituzionale dice no al fotovoltaico a terra sui terreni agricoli: per il Lodigiano cambia tutto

Immagine di repertorio

Lodi, 17 luglio 2026 – Ieri la Corte Costituzionale ha depositato la sentenza n. 127 del 2026, con la quale ha dichiarato non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal TAR Lazio sul divieto di installazione di impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra in zone classificate agricole dai piani urbanistici.

In termini semplici: il divieto è costituzionalmente legittimo. Il legislatore può vietare il fotovoltaico a terra sui terreni agricoli senza violare la Costituzione né il diritto europeo.

È una pronuncia storica, che AMA IL TUO PAESE accoglie con soddisfazione e che ha conseguenze dirette e immediate sul territorio lodigiano.

Cosa dice la Corte – La sentenza afferma con chiarezza che il principio di massima diffusione delle fonti rinnovabili non è assoluto e può essere bilanciato con altri interessi costituzionali di pari rango: la tutela del suolo agricolo, del paesaggio agrario, della biodiversità e della sicurezza alimentare. La Corte richiama esplicitamente che “il paesaggio agrario” è un valore costituzionale autonomo, riconducibile all’art. 9 della Costituzione, che può legittimamente prevalere sull’interesse all’installazione di impianti energetici.

Il test di proporzionalità è superato — afferma la Corte — perché il divieto non impedisce la produzione di energia solare in assoluto, ma si limita a escludere la tecnologia più invasiva per il suolo: i pannelli collocati a terra. Resta consentito l’agrivoltaico avanzato con moduli elevati, che preserva la continuità delle attività agricole.

Le conseguenze per il Lodigiano – Questa sentenza conferma e rafforza quanto AMA IL TUO PAESE sostiene da mesi.

La Legge Regionale lombarda n. 10/2026, che fissa limiti precisi alla superficie agricola destinabile a impianti fotovoltaici e privilegia le aree già compromesse rispetto ai terreni agricoli, è oggi pienamente in linea con la giurisprudenza costituzionale. La Provincia di Lodi è chiamata ad applicarla con rigore su tutti i procedimenti in corso.

«La Corte Costituzionale ha detto quello che noi diciamo da mesi: il suolo agricolo è una risorsa scarsa e non rinnovabile, il paesaggio agrario è un valore costituzionale, e il principio di massima diffusione delle rinnovabili non può diventare un bulldozer che travolge tutto il resto» dichiara Domenico Ossino, referente di AMA IL TUO PAESE e Consigliere Comunale di Montanaso Lombardo. «Nel Lodigiano abbiamo 230 ettari di suolo agricolo già autorizzati o in istruttoria per il fotovoltaico. Chiediamo alla Provincia di Lodi di verificare immediatamente la compatibilità di tutti i procedimenti in corso con questo nuovo quadro giurisprudenziale.»

La sentenza ha inoltre un’incidenza diretta sulla vicenda della Cava Belgiardino, dove la Provincia di Lodi ha autorizzato un impianto fotovoltaico flottante ignorando il parere negativo della Soprintendenza, invocando la qualifica di “lago di cava” come area idonea. La Corte Costituzionale afferma che i vincoli paesaggistici costituiscono un limite legittimo e non irragionevole all’installazione di impianti energetici, e che il paesaggio agricolo merita tutela indipendentemente dall’uso concreto del suolo in un dato momento. Sono esattamente gli argomenti che la Soprintendenza ha richiamato nel suo parere negativo e nelle successive verifiche avviate.

«La Soprintendenza aveva ragione» aggiunge Domenico Ossino. «E la Corte Costituzionale oggi lo conferma sul piano dei princìpi. Attendiamo con rinnovata fiducia l’esito delle verifiche avviate dalla Soprintendenza sulla legittimità dell’autorizzazione provinciale.»

Domenico Ossino

Referente AMA IL TUO PAESE

Consigliere Comunale Montanaso Lombardo