Di Pubblicato il: 27 Marzo 2026Categorie: Lettere

Lettere – Bassiana, 925 firme in presenza e 1.248 online contro l’apertura: confronto con l’Amministrazione

Si è svolto nei giorni scorsi l’incontro tra il Gruppo di Cittadini per il Sottopasso Ciclopedonale di via Zalli/Piermarini e l’Assessore alla mobilità, Stefano Caserini, a seguito della consegna delle raccolte firme contro l’ipotesi di apertura veicolare del sottopasso prevista nel PUMS 2025.

A fronte di oltre 925 firme raccolte in loco e delle 1.248 online, dal confronto non sono emersi elementi nuovi, né dati aggiuntivi a supporto della misura. L’incontro ha anche permesso di riconoscere che nella fase di raccolta delle osservazioni al PUMS – al contrario di quanto rilevato nella bozza del documento pubblicato – le posizioni contrarie all’apertura del sottopasso alle macchine siano risultate nettamente prevalenti rispetto a quelle favorevoli.

L’incontro ha consentito di ribadire le nostre ragioni per mantenere il sottopasso ciclopedonale: «l’apertura aumenterebbe il traffico invece di ridurlo perché incentiverebbe gli spostamenti brevi in auto, sposterebbe la congestione su via San Colombano, già critica, senza affrontarne le cause e penalizzando la mobilità sostenibile. Il tutto in assenza di dati aggiornati e analisi adeguate».

È stata riconosciuta anche da parte dell’Amministrazione l’opportunità di predisporre una raccolta e analisi dei dati sui flussi di traffico per quest’area. L’impostazione presentata dai tecnici incaricati sul sottopasso si fonda su rilievi parziali e datati. Nessun dato sul numero di pedoni e ciclisti che oggi utilizzano il sottopasso, né rilievi del traffico veicolare su corso Mazzini/Viale Italia, denotando una carenza di elementi adeguati a supportare la misura.

Per il nostro gruppo di cittadini, tale aspetto è di cruciale importanza. «Una sperimentazione priva di una baseline adeguata e – soprattutto – di chiari obiettivi non è metodologicamente coerente e mina qualsiasi valutazione dei risultati. Una sperimentazione ha bisogno di un chiarimento ex ante dei termini del successo che la misura intende ottenere, non solo a livello di traffico, ma anche e soprattutto sulla dimensione della mobilità dolce che inevitabilmente entra in competizione».

«L’apertura alle macchine non può essere sostenuta solo dalla possibilità tecnica di realizzarla, ma necessita di un adeguato approfondimento dal punto di vista dell’impatto sulla mobilità dolce che deve essere il primo obiettivo di un PUMS».

Rilanciamo altresì con forza l’importanza di un principio fondante del PUMS che non sembra assolutamente essere applicato in questo caso: per migliorare la sostenibilità, l’uso dell’auto, nei trasporti intra-zonali, deve essere scoraggiato.

Nel dibattito è, infatti, emerso che la misura di apertura vorrebbe permettere, tra le altre cose, di agevolare il traffico di chi si reca in piscina. «Riteniamo tale approccio datato e poco lungimirante: chi si muove a piedi o in bicicletta per spostamenti brevi deve essere messo nelle condizioni di farlo con priorità; al contrario, l’uso dell’auto per questi brevi tragitti non dovrebbe essere incentivato, in quanto in contrasto con l’interesse collettivo».

L’Amministrazione ha ribadito la massima attenzione ai profili di sicurezza, intesa, però, solo dal punto di vista di possibili collisioni. A tal proposito, gli adattamenti infrastrutturali, che sarebbero riconosciuti come i più idonei per garantire detta sicurezza, comportando un esborso importante, sono stati dichiarati non compatibili con la fase di sperimentazione. In altre parole, la sperimentazione è possibile con strutture rimovibili che potrebbero non dare le stesse garanzie di sicurezza di quelle fisse.

Durante il confronto, è emersa la necessità di approfondire anche altri tipi di impatti cui i fruitori attuali del sottopasso potrebbero venire sottoposti. In particolare, c’è un rischio legato all’impatto acustico. Inoltre, per quanto l’esponente dell’Amministrazione abbia sollevato dubbi in merito, vi è anche un rischio di concentrazione di inquinanti, nel tratto coperto del sottopasso, che andrebbe a scoraggiare ulteriormente l’utilizzo da parte dei pedoni/ciclisti. L’emissione puntuale in concomitanza del passaggio ravvicinato di persone è chiaramente un elemento critico.

Peraltro, in fase di confronto, è anche emersa una possibile criticità legata alle pendenze della parte che resterebbe riservata ai pedoni che non sarebbe adeguata al transito di persone che necessitano di ausili per lo spostamento, quali carrozzine.

Alla luce di quanto esposto, appare ancora più opportuno scorporare la misura dall’approvazione del PUMS, dato che evidentemente quest’argomento necessita di nutriti approfondimenti. Occorre, infatti, una valutazione più approfondita e strutturata prima dell’introduzione della misura nel Piano, che potrà sempre essere oggetto di integrazioni o modifiche quando gli opportuni elementi saranno stati analizzati e chiariti in una fase successiva. Il PUMS non ha bisogno dell’apertura del sottopasso della Bassiana per essere approvato.

Il confronto con l’Amministrazione proseguirà, mantenendo un pieno spirito di collaborazione, così come il nostro percorso di informazione e coinvolgimento dei cittadini.