Indagine della Procura di Lodi: disoccupati con la Naspi ma in casa con lingotti d’oro

Tre cittadini marocchini, residenti alle porte di Milano, formalmente nullatenenti e percettori dell’indennità di disoccupazione Naspi, sono finiti al centro di un’inchiesta della Procura di Lodi con l’accusa di riciclaggio. Durante una perquisizione nelle loro abitazioni, gli investigatori hanno rinvenuto lingotti d’oro a 24 carati e ingenti somme di denaro contante, per un valore complessivo stimato di circa un milione e duecentomila euro.
Il materiale prezioso era nascosto tra armadi e doppi fondi, ma le indagini hanno permesso di sequestrarlo. La Corte di Cassazione ha confermato la misura, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dai legali degli indagati e riconoscendo la legittimità delle esigenze cautelari avanzate dalla Procura.
Nelle abitazioni sono state trovate anche agende con appunti dettagliati contenenti nomi, cifre e pesi, che gli inquirenti stanno esaminando per ricostruire la possibile provenienza delle somme e le modalità di movimentazione del denaro. Al momento gli indagati restano a piede libero, ma l’inchiesta prosegue per chiarire eventuali responsabilità.
La vicenda evidenzia il contrasto tra la condizione dichiarata di disoccupati e beneficiari di sostegni pubblici e la notevole ricchezza custodita nelle loro abitazioni, suscitando interrogativi sull’origine del patrimonio e sui controlli sulle prestazioni sociali.


