Giovane annegato a Cassano. Adda, 20 morti nel 2025: allarme sui divieti ignorati

diga rusca
Domenica 15 giugno, intorno alle 18, un giovane moldavo di 17 anni si è tuffato nel canale della Muzza, affluente dell’Adda, nella zona di via Vallette a Cassano d’Adda, per cercare refrigerio durante una serata calda. Insieme a un gruppo di amici, il ragazzo è stato sorpreso dalle correnti radenti agli argini, che l’hanno trascinato via, e da allora non si è più riemerso.
Le ricerche
Immediatamente sono intervenuti i Vigili del Fuoco – Saf (speleo alpino fluviale), sommozzatori, Carabinieri e Polizia Locale, impiegando anche mezzi come gommoni ed elicotteri.
Le operazioni, tuttavia, sono state sospese domenica sera a causa di un violento temporale che ha reso l’acqua torbida. Riprese la mattina successiva, le ricerche si sono concentrate verso la diga Rusca della centrale idroelettrica.
Lunedì 16 giugno poco prima delle 16:30, il corpo del ragazzo è stato individuato incastrato nell’angolo destro della diga, là dove le correnti convogliano detriti e persone in difficoltà.
Il bilancio dell’Adda
Questo tragico evento segue di pochi giorni la morte di un altro minorenne, un 16enne originario del Sudan annegato a Concesa di Trezzo sull’Adda il 12 giugno. Le statistiche parlano chiaro: dal solo inizio dell’estate, si contano già almeno due vittime tra i giovani. In totale, tra Milano e Brianza, si segnalano circa 20 annegamenti nell’Adda negli ultimi 12 mesi, nonostante cartelli e divieti di balneazione multilingue lungo tutto il fiume.
Reazioni e appelli
I sindaci dei comuni rivieraschi, tra cui quelli di Cassano e Trezzo, richiamano con urgenza alla responsabilità individuale. Il sindaco Fabio Colombo ha sollecitato addirittura la presenza dell’Esercito lungo le rive, a causa dei pochi vigili disponibili nei weekend. L’allarme è chiaro: senza un forte senso civico, ordinanze e presidi rischiano di restare inefficaci.
Anche a Lodi, dal 13 giugno 2014 vige un divieto assoluto di balneazione nel fiume Adda, confermato da ordinanze successive e da ATS a causa di correnti pericolose, fondi irregolari e livelli di batteri potenzialmente tossici. Nonostante ciò, sono ancora diverse persone ignorano i segnali posizionati lungo le sponde.


