Di Pubblicato il: 24 Febbraio 2026Categorie: Primo Piano, Salute

Casalpusterlengo, secondo acceleratore lineare: radioterapia ai vertici in Lombardia

ASST Lodi ha pubblicato il bando di gara per l’acquisizione del secondo acceleratore lineare destinato alla Radioterapia dell’ospedale di Casalpusterlengo. L’installazione è prevista entro la fine del 2026.

La nuova apparecchiatura sarà gemella di quella già attiva da alcuni mesi in via Fleming, acquistata con un investimento di 2,9 milioni di euro. Anche il secondo acceleratore sarà finanziato con fondi regionali analoghi. Con questa acquisizione, l’ASST di Lodi disporrà di due dei quattro acceleratori lineari di ultimissima generazione presenti in Italia, collocando il presidio di Casalpusterlengo tra le strutture sanitarie più avanzate a livello lombardo.

La tecnologia consente di individuare in tempo reale la lesione tumorale e di irradiare con estrema precisione esclusivamente l’area malata, grazie anche all’impiego dell’intelligenza artificiale e alla ricostruzione degli organi in 4D, preservando i tessuti sani circostanti. Ogni trattamento dura mediamente tra i 15 e i 20 minuti, con tempi ridotti a un terzo rispetto alle tecniche tradizionali, e prevede la presenza di un medico e due tecnici.

Nel 2025 sono stati 600 i pazienti trattati, contro i 345 del 2018 e i 146 del 2010, a conferma di una crescita significativa dell’attività.

L’acceleratore viene utilizzato per tumori primari che interessano mammella, polmone, fegato, colonna vertebrale, prostata, pancreas e retto, oltre che per metastasi a carico di polmone, fegato, ossa, surrene, linfonodi e altri distretti. Risultati incoraggianti sono emersi anche nel trattamento di tumori benigni e nel controllo del dolore.

Nelle ultime settimane sono stati inoltre implementati nuovi software sull’apparecchiatura già in funzione e potenziata la dotazione di supporti e ausili per migliorare l’efficacia delle procedure e il comfort dei pazienti.

La Radioterapia può avere finalità curativa, preoperatoria, postoperatoria o palliativa, con l’obiettivo di eliminare il tumore, ridurne le dimensioni prima dell’intervento, prevenire recidive o alleviare i sintomi nelle forme avanzate, migliorando la qualità di vita dei pazienti.