Di Pubblicato il: 1 Dicembre 2013Categorie: Primo Piano

Minacce ed estorsione alle prostitute. Denunciati bulgari residenti nel Lodigiano

I carabinieri di Pandino hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica Tribunale Cremona: C.N.M., un bulgaro 37enne e la 30enne S.M.F. sua compagna, dimoranti in provincia di Lodi ed altre due donne bulgare, S.H. di 19anni abitante a Melegnano e G.A. 23enne del lodigiano, ritenuti responsabili: i primi due, la coppia da qualche anno abitante nel lodigiano, di tentata estorsione, percosse e minacce, nei confronti di quattro prostitute: una albanese 35enne dimorante a Milano, le due bulgare sopra menzionate parimenti indagate ed una terza 25enne pure abitante in provincia di Lodi; inoltre alle due bulgare sopra menzionate SH e GA sono state contestate le lesioni e le minacce, reati a loro attribuiti dalla menzionata SMF, la prostituta da più tempo in Italia. Il mattino del 28 novembre 2013, cinque prostitute erano ai margini della Paullese in Dovera e certamente hanno litigato, forse quella più esperta della zona, SMF la trentenne, abitante con il suo compagno in provincia di Lodi ha tentato di organizzare l’attività, con l’accompagnamento ed il prelievo sul posto con autista, l’assegnazione della postazione dietro compenso. Non c’è stata l’intesa anzi sicuramente c’è stata una lite, si è azzuffata con SH diciannovenne abitante a Melegnano e GA 23enne del lodigiano. Sicuramente quattro prostitute una albanese e tre bulgare intorno alle 11;00 del mattino si sono presentate ai carabinieri di Pandino per denunciare la coppia bulgara che chiederebbe pagamenti per favorirne la prostituzione. Poco dopo la centrale operativa dei carabinieri di Crema, tramite il “112”, ha ricevuto la richiesta di aiuto della menzionata SMF che diceva di essere stata aggredita dalle due colleghe, una l’aveva accecata con lo spray e l’altra approfittando della difficoltà l’aveva percossa. I carabinieri di Pandino sono intervenuti in agro di Dovera al km. 23 circa dell’ex s.s. 415 ”paullese” dove trovavano la donna che dichiarava di essere stata colpita, tra l’altro agli occhi con lo spruzzo urticante da G A mentre veniva percossa dalla S H forse nell’ambito di una lite scaturita dalla contesa delle postazioni comode ad attrarre passanti. Richiesta delega per necessaria verifica quanto accaduto, può darsi che lo spray non rinvenuto effettivamente sia stato in possesso di qualcuna delle cinque donne, è certamente utile per difendersi da rapine, ubriachi e violenze di ogni genere a cui le donne sono esposte.

(AGENPARL)