Liste elettorali false, indagine partita dal Lodigiano: due arresti e tre denunce

nestola di legge

L’indagine, svolta dalla sinergia fra Polizia e Carabinieri, nasce dalle segnalazioni di alcuni piccoli comuni lodigiani, tra cui quello di Cavenago d’Adda, il primo a porre all’attenzione dei militari della locale stazione alcuni sospetti nelle liste presentate all’ufficio elettorale. Le liste presentavano, infatti, grossolane contraffazioni ed anomalie quali ad esempio firme evidentemente con la stessa grafia, oppure di persone decedute oppure in un caso anche di un parente di un carabiniere che non ha mai sottoscritto nessuna lista.
In seguito le indagini avevano portato gli inquirenti in un ufficio a Milano e dalla perquisizione erano venuti alla luce tutti i materiali per la contraffazione delle liste elettorali, compresi ben 83 timbri falsi di altrettanti giudici di pace, cariche comunali o istituzionali, utili per la certificazione delle sottoscrizioni. Un “pacchetto” quindi tutto falso per poter presentare le liste alle elezioni politiche e regionali di alcuni partiti, i cui vertici sono risultati estranei ai fatti. Il principale partito che ha interessato il lodigiano per la circoscrizione “Lombardia 3” è stato, come noto, “La Destra” di Storace (500 firme) ed altri due movimenti minori. La lista è stata bloccata in tempo prima della convalida ufficiale, così come a Brescia è stata bloccata la lista del “Partito dei pirati” e a Milano quella dei “Riformisti Italiani per Stefania Craxi”.
Il gruppo operava in più parti d’Italia e con liste di diversi movimenti politici: fra i materiali sequestrati, infatti, anche timbri e documenti non solo per la Lombardia, ma anche per Lazio, Molise (regioni interessate dalle ultime elezioni) e Liguria. Le forze dell’ordine rendono noto che si tratta della prima volta che vengono adottati dei provvedimenti cautelari per questo di tipo di reato.


