Di Pubblicato il: 4 Novembre 2013Categorie: Primo Piano

Il numero di aziende lodigiane è ancora in diminuzione. Costruzioni e manifattura in sofferenza

Compagine imprenditoriale lodigiana ancora in calo nel terzo trimestre 2013, secondo gli ultimi dati Movimprese. Le aziende attive diminuiscono di 88 unità rispetto al trimestre precedente (-0,56%) e di 285 unità rispetto a un anno fa (-1,81%).

Il calo congiunturale è determinato principalmente dal Commercio (-31 posizioni), dalle Costruzioni (-20), dalle imprese Non classificate (-15), dalle Attività professionali scientifiche e tecniche (-13) e dall’Agricoltura (-10). Sul dato tendenziale hanno inciso soprattutto le diminuzioni nel settore delle Costruzioni (-173), delle Attività manifatturiere (-50), dell’Agricoltura (-37) e delle Attività professionali, scientifiche e tecniche (-31).

Si conferma dunque maggiormente in crisi il settore delle Costruzioni. Nel dettaglio, calano soprattutto i Lavori di costruzione specializzati e le Costruzioni di edifici. Per quanto riguarda invece il settore manifatturiero sono diminuite le industrie alimentari e di fabbricazione dei macchinari, le industrie di abbigliamento e del legno.

In controtendenza, ma solo nel confronto annuo, le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione, che registrano 29 attività in più, il commercio con +21 posizioni e i Servizi di informazione e comunicazione con +10.

L’analisi dei flussi di Iscrizioni e Cessazioni, circoscritta al III trimestre, mette in luce un saldo totale negativo di 73 unità, da ascrivere in misura preponderante al Commercio (-56), alle Costruzioni (-15) e ai Trasporti e magazzinaggio (-10); in controtendenza le Non classificate il cui saldo è pari a +53 posizioni. La differenza tra Iscrizioni e Cessazioni genera un tasso di crescita pari a -0,42% che assume segno positivo, e pari a +0,16%, al netto delle cessazioni d’ufficio.

Dal punto di vista delle forme giuridiche si rileva nel confronto annuo una perdita consistente per le Imprese Individuali (-110), mentre aumentano le Società di capitali (+19).

Anche a livello regionale, nel confronto tendenziale, si osserva un calo generalizzato per tutti i territori, a esclusione della Provincia di Milano. Al contrario, nel confronto di breve periodo sono 6 le province nelle quali si registra un incremento di posizioni attive.

In generale, il dato riferito a regione Lombardia riporta comunque segno meno sia nella variazione tendenziale (-1,00%) che congiunturale (-0,05%).

Risulta in calo l’artigianato: sono 5.762 le imprese artigiane, che registrano una perdita di 20 posizioni (-0,35%) rispetto al II trimestre 2013 e 184 posizioni (-3,09%) rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, sul dato ha inciso in misura rilevante la contrazione nel settore delle Costruzioni che copre il 48% dell’artigianato locale: dal III trimestre 2012 si contano 156 posizioni in meno, corrispondenti a -5,29%; a seguire la perdita del manifatturiero con -29 posizioni, corrispondenti a -2,65%.

Il tasso di crescita trimestrale è negativo e pari a -0,33% se considerato nel complesso; al netto delle cessazioni d’ufficio, lo stesso indicatore risulta pari a -0,31%.

“Anche a livello locale si evidenzia una crisi perdurante, che colpisce soprattutto le costruzioni e la manifattura. Ritengo che l’unica via di uscita dalla crisi consista nell’implementazione di una concreta politica di sostegno alle imprese, perché sono proprio le imprese a generare lavoro e a rendere possibile la ripresa dei consumi. Il tessuto produttivo è in sofferenza ormai da tempo: la stessa manovra di stabilità varata dal governo avrebbe potuto essere più incisiva, dal momento che il beneficio per i lavoratori e i datori di lavoro si è ridotto a poche decine di euro all’anno, con un impatto sull’economia poco percepibile. Servono investimenti ad hoc uniti a una diminuzione del carico fiscale per ridare fiducia e risorse alle imprese”, commenta Alessandro Zucchetti,Presidente della Camera di Commercio di Lodi.