Eleonora Ferri: «Lodi sempre più insicura, basta scaricabarili, è l’ora dei fatti»

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«Lodi non è più una città tranquilla. Lo vediamo ogni giorno, lo sentiamo dai cittadini e lo leggiamo sui giornali, con fatti di cronaca che si ripetono con preoccupante frequenza. Non è più solo una “percezione” – così infatti per anni la sinistra ha cercato di liquidare il problema. È realtà, sotto gli occhi di tutti».
A intervenire è la consigliera comunale Lega, Eleonora Ferri, dopo gli ultimi episodi che hanno scosso i lodigiani: persone inseguite che scappano in contromano nelle vie del centro, continue risse soprattutto nella zona di Città Bassa e attorno alla stazione – ormai malfrequentata non solo di notte – ma anche in pieno centro storico. Non manca la microcriminalità a generare paura: «Penso al caso della signora di 80 anni derubata in via Nino Dall’Oro da due nordafricani. Non è questione di razzismo – sottolinea Ferri – ma di evidenza. Troppo spesso a compiere questi reati sono stranieri – chi nega questo, nega la realtà».
La consigliera denuncia anche il degrado lungo l’Adda, che dovrebbe essere un luogo di passeggiate sicure, mentre oggi i cittadini lo evitano per paura. «Non è più la Lodi tranquilla che conoscevamo, ma assomiglia sempre di più a Milano, governata dalla sinistra, dove la criminalità diffusa è all’ordine del giorno. È inaccettabile. E chi governa Lodi, cioè la maggioranza di centrosinistra, continua a minimizzare, scaricare responsabilità sul passato o sul governo nazionale. Ma i lodigiani non vogliono più sentire chiacchiere e scuse. Il tempo delle parole è finito».
Sul fronte delle proposte, Ferri chiarisce: «Il tavolo per la sicurezza esiste già, così come la videosorveglianza. Ma i cittadini hanno bisogno di vedere una presenza concreta, costante. Servono presidi fissi nelle zone calde, pattuglie visibili nelle ore serali, più controlli mirati sugli stranieri irregolari, iniziative di prevenzione con i residenti e le associazioni di quartiere, per riportare vita e legalità negli spazi pubblici. La gente deve percepire che l’amministrazione c’è e non lascia sola la città».
«Prima o poi, se non si interviene – conclude Ferri – accadranno episodi ancora più gravi: non è questione di se, ma di quando. Per questo, mi rivolgo in particolare all’assessore alla partita Manuela Minojetti: serve un impegno unito e trasversale. Infatti, ad esempio, l’Assessore, grazie alle pressioni della Lega e alle interrogazioni (in discussione al primo Consiglio Comunale di settembre), avrebbe deciso di posizionare nuove telecamere ai giardini Barbarossa e in via Massena: significa che ha capito che quanto denunciamo, assieme ai cittadini, corrisponde alla realtà».


