Baffi: «Finanziato con 300mila euro il progetto S.P.R.In.G. per inclusione e lavoro delle persone con disabilità»

«C’è anche il progetto S.P.R.In.G. (Sviluppare Partecipazione, Rafforzare l’INclusione e la Governance) tra quelli finanziati con risorse pari a 300mila euro nell’ambito dell’Avviso pubblico per l’inclusione attiva e l’integrazione socio-lavorativa delle persone con disabilità. Si tratta di un’ottima notizia per il nostro territorio, che si conferma capace di realizzare e sviluppare progetti di valore, mirati a costruire percorsi concreti di autonomia, formazione e partecipazione attiva alla vita della comunità.
Questa misura rappresenta un investimento importante nelle politiche di inclusione e il progetto S.P.R.In.G., che vede come capofila l’Azienda Speciale Consortile Servizi Intercomunali di Lodi con diversi partner territoriali tra istituzioni e Terzo Settore, opera per creare una rete di sostegno che trasforma il lavoro in un’esperienza di crescita personale e sociale».
Così Patrizia Baffi, consigliere regionale e presidente della Commissione Sanità di Regione Lombardia, in merito al provvedimento con cui la Giunta regionale ha rifinanziato l’«Avviso pubblico per l’inclusione attiva e l’integrazione socio-lavorativa delle persone con disabilità», portando le risorse complessive a 20,8 milioni di euro e consentendo il finanziamento di 76 progetti su tutto il territorio lombardo, tra cui il progetto S.P.R.In.G., con capofila l’Azienda Speciale Consortile Servizi Intercomunali di Lodi e risorse pari a 300mila euro.
«Anche il nostro territorio – continua Patrizia Baffi – sa essere protagonista di una rete di interventi integrati e partecipati che mettono al centro la persona e il suo percorso di crescita. Parliamo di iniziative che non si limitano all’assistenza, ma che puntano a creare opportunità reali di inserimento sociale e professionale, valorizzando capacità, competenze e aspirazioni delle persone con disabilità».
«Il bando – conclude Patrizia Baffi – sostiene programmi rivolti a persone tra i 16 e i 64 anni, costruiti attraverso la collaborazione tra enti pubblici, realtà del Terzo settore, cooperative sociali, servizi per il lavoro e per la formazione. Un modello di lavoro integrato che rafforza il welfare territoriale e permette di offrire risposte più efficaci e personalizzate ai bisogni delle persone».


