Di Pubblicato il: 4 Aprile 2025Categorie: Cronaca

Nuovo caso Zancan riapre il dibattito su sicurezza e legittima difesa

Foto di repertorio, nel riquadro l'imprenditore veneto Robertino Zancan

Nella notte tra il 1° e il 2 aprile 2025, l’azienda orafa Zancan Gioielli di Nanto (Vicenza) è stata nuovamente bersaglio di un tentativo di rapina. Una banda composta da circa dieci individui mascherati ha cercato di forzare l’ingresso del caveau utilizzando attrezzature sofisticate. Il titolare, Robertino Zancan, allertato dall’attivazione dell’allarme, è intervenuto tempestivamente, esplodendo colpi di pistola che hanno costretto i malviventi alla fuga, abbandonando sul posto l’attrezzatura da scasso.

Questo episodio richiama alla memoria il drammatico assalto del febbraio 2015, quando la stessa gioielleria fu presa di mira da un commando armato. In quell’occasione, il benzinaio Graziano Stacchio intervenne in difesa dell’esercizio, ingaggiando un conflitto a fuoco che portò alla morte di uno dei rapinatori. Successivamente, sia Stacchio che Zancan ricevettero minacce, inclusa una busta contenente proiettili recapitata al gioielliere durante una diretta televisiva.

Questi eventi sollevano interrogativi sulla sicurezza delle attività commerciali e sulla legittima difesa in Italia. La normativa italiana prevede che la difesa sia proporzionata all’offesa; tuttavia, casi come quelli di Nanto evidenziano le difficoltà nell’applicare tale principio in situazioni di emergenza. L’opinione pubblica appare divisa: da un lato, c’è chi sostiene il diritto dei cittadini a difendersi e proteggere la propria attività; dall’altro, vi è la preoccupazione che l’uso delle armi possa portare a un’escalation di violenza.

Inoltre, la recidività di tali episodi nella stessa area evidenzia la necessità di un rafforzamento delle misure di sicurezza e di una riflessione sulle politiche di prevenzione del crimine. La comunità locale, pur esprimendo solidarietà a Zancan, manifesta preoccupazione per la frequenza di tali attacchi e per le implicazioni sulla sicurezza collettiva.

In conclusione, il recente tentativo di rapina a Nanto pone nuovamente l’attenzione sulla delicata questione della legittima difesa e sulla sicurezza delle imprese, sollecitando un dibattito equilibrato che consideri sia i diritti dei cittadini sia la necessità di prevenire situazioni di pericolo.