Di Pubblicato il: 12 Novembre 2014Categorie: Attualità

Emergenza migranti: in 150 all’Ambra Hotel, situazione al limite e ipotesi centro accoglienza permanente. Sabato il sit-in della Lega

Stop-Invasione-Ambra-hotel

Stop-Invasione-Ambra-hotelNuova iniziativa “Stop invasione”. Ancora una volta è il grido di battaglia della Lega Nord, un appello che anche in questa occasione trova il sostegno non solo di esponenti di altri partiti di centro destra, ma pure di tanti cittadini comuni non necessariamente vicini al Carroccio, uniti per dire “basta clandestini” a San Zenone e a Sordio, in un sit-in di protesta organizzato per sabato mattina, dalle 10 alle 12, nei pressi dall’Ambra Hotel di San Zenone. E’ prevista la partecipazione dell’onorevole lodigiano Guido Guidesi, del consigliere regionale Pietro Foroni, nonchè del responsabile immigrazione della Lega, Tony Iwobi. L’invito alla cittadinanza è quello di partecipare numerosi.

Sono oramai 150 i presunti profughi, hanno spiegato gli esponenti leghisti intervenuti ieri sera in una conferenza stampa per presentare l’iniziativa, presenti a San Zenone all’Ambra Hotel: «150 clandestini in un momento di crisi non possiamo permetterceli. E’ ora di dire basta a questo razzismo al contrario di uno Stato che non tutela gli italiani, che non aiuta i giovani, le imprese, gli anziani, ma pensa prima a chi viene da fuori, con un costo sociale altissimo. La nostra vuole essere una manifestazione pacifica per far capire al governo che la situazione non è più tollerabile.»

«La Lega – ha detto il segretario provinciale del partito, Flavio Parmesani – si sta dimostrando ancora una volta l’unico partito che si mette in gioco e riesce a smobilitare le persone, i militanti hanno il coraggio di andare in piazza a manifestare un pensiero che oramai è comune a tanti cittadini italiani, sia di destra che di sinistra, che non sono d’accordo con l’assurdità dell’operazione Mare Nostrum. Meno del 10% sono profughi, il resto sono clandestini.»

«Dobbiamo tornare padroni a casa nostra – ha sottolineato il responsabile della sottosezione Martesana, Iari Colla – non possiamo portare tutta l’Africa in Italia. Dei 150mila sbarcati nel 2014 in Italia, solo a 400 siriani è stato riconosciuto l’asilo politico. Il resto vanno rimandati a casa.»

«Questa protesta ha principalmente due ragioni – ha spiegato il consigliere regionale, Pietro Foroni -, la prima è di giustizia sociale. Va ripristinata la legalità: in una situazione di crisi lo Stato si permette di spendere 9 miliardi all’anno per accogliere i clandestini ed ospitarli, sotto la gestione delle cooperative e associazioni varie, con vitto e alloggio negli hotel, rilasciarli dopo 9-10 mesi, andando ad aggiungere povertà alla povertà. Non vogliamo escludere nessuno, ma prima dobbiamo pensare alla nostra gente. Non è razzismo: prima tocca a chi ha contribuito al progresso di questo paese.»

«La seconda ragione è di legalità. Siamo la repubblica delle banane, dove gli scafisti che vengono arrestati, dopo pochi giorni vengono rilasciati e sono liberi di ricominciare la loro attività sostenuta dalle organizzazioni criminali. E’ assurdo poi che alla Regione Lombardia lo Stato ha previsto tagli per 1,5 miliardi che incideranno sulla sanità, sui servizi ed altro ancora, per alimentare invece un business non chiaro. Occorre ripristinare subito la legalità ed aiutare questa gente a casa loro con una saggia politica, più utile e meno costosa.»

«Seppur gli stranieri, provenienti da vari stati africani, non abbiano creato particolari problemi di ordine pubblico, non si può negare che fra la popolazione inizi ad avvertirsi un certo timore», ha raccontato il vice sindaco di San Zenone. «Prima o poi dai gruppi numerosi di giovani che sono costretti, senza un lavoro, a gironzolare o a starsene anche di notte in stazione o in altri punti del paese, qualcosa di poco piacevole potrebbe scatenarsi. La paura, anche avvertita, è sempre un’incognita pericolosa. La presenza di 150 persone (nessuno in fuga dalla guerra) è dura da sopportare, fra San Zenone e Sordio, per un totale di circa 7000 abitanti. Vi è inoltre un problema di sicurezza, dell’incolumità stessa di questi stranieri, che spesso, per esempio, percorrono nel buio la Via Emilia, per raggiungere la stazione ferroviaria.»

Il vicesindaco ha inoltre espresso la sua totale contrarietà per l’eventuale acquisto all’asta dell’Hotel Ambra, da parte della Fondazione-Associazione Fratelli di San Francesco di Milano (pare per una cifra di oltre 2 milioni di euro), per farne un centro di accoglienza permanente per profughi. «Di questa struttura si potrebbe fare qualcosa di più utile per il territorio».

“Meglio gestire la situazione, piuttosto che subirla. Tanto, che lo vogliamo o no, la situazione è questa”. Su queste parole del prefetto di Lodi, Antonio Corona, pronunciate in più occasioni durante gli ultimi mesi, Flavio Parmesani ha concluso replicando: «Il prefetto è ovvio che deve sostenere la sua parte, è bravo a recitare oltre che a cantare. Al prefetto verrà detto sempre no dagli amministratori delle Lega. Se i sindaci chiudono la porta, il prefetto sarà costretto prima o poi a rendere conto a Roma. Per noi non c’è più posto nemmeno per un solo clandestino».