Di Pubblicato il: 21 Luglio 2016Categorie: Attualità

San Colombano. Cento in una palazzina, ecco quanto valgono i profughi

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San Colombano: sono un centinaio i profughi ospitati in una palazzina di proprietà di una società di Agrigento, in via Steffenini, lungo la via centrale. Si tratta di una struttura di alcune decine di anni fa, composta da dieci appartamenti, ognuno dei quali è piuttosto grande, circa 140 mq. E’ il frutto dell’ennesimo accordo sul territorio, fra prefettura, in questo caso quella di Milano, e del privato. Sempre con la gestione però delle associazioni. In molti, infatti, proprietari di edifici o strutture in disuso, invendute o che comportano soli costi e tasse, hanno deciso di dedicare gli immobile all’accoglienza, assicurandosi dallo Stato una quota di quei 35 euro giornalieri (45 se minorenni) previsti per ospitare ogni singolo migrante. Una quota che nel peggiore dei casi potrebbe essere di 6, 8 euro o anche di più. I conti della serva sono presto fatti. In un mese, ospitandone cento, parliamo di 20-24 mila euro, ma probabilmente anche molto di più. Dipende dagli accordi con le associazioni.
Inutile dire che la questione animerà il consiglio comunale. Anche se i sindaci, trattandosi di accoglienza in immobili privati, ha ben poca voce in capitolo.


Ma quanto vale “il business” dei profughi. Ecco qualche calcolo fatto dal quotidiano Libero qualche tempo fa.

Il giornale diretto allora da Belpietro, infatti, ha pensato di chiedere agli istituti e agli ospedali alcuni costi, in modo da verificare se i 35 euro che dà lo Stato possano bastare per il mantenimento di un profugo. La risposta è chiara: non solo bastano, ma avanzano anche. Prima di tutto occorre fare una distinzione tra gli istituti che ricevono la beneficenza e quelli che vanno avanti senza alcun tipo di aiuto. Per i primi, naturalmente, il guadagno è anche maggiore, mentre per i secondi il profitto è minore. Comunque parliamo di un “utile” di circa 8 euro al giorno. Come si arriva a questo risultato? È presto detto. Un pasto scolastico o nelle mense cliniche costa, mediamente, 4 euro, e dato che gli istituti forniscono tre pasti al giorno, il totale è di 12 euro. Dopo aver sentito un ospedale lombardo, inoltre, si apprende che il costo per lenzuola e coperte è di circa 2 euro al giorno. A questi vanno aggiunti 2,50 euro di pocket money (il denaro per le piccole spese), e 2,50 euro al giorno (75 euro al mese) per scarpe e vestiti. In più bisogna calcolare le spese di gestione degli edifici – acqua, luce e gas – che ammontano a 6 euro al giorno e le spese per l’igiene personale, circa 2 euro. Il totale è di circa 27 euro al giorno. Cioè 8 euro in meno rispetto ai soldi che lo Stato fornisce. Dunque, al mese, fanno 240 euro di introiti. Questa cifra, comunque, può naturalmente lievitare in due casi. Il primo: se l’immigrato è un minorenne non accompagnato lo Stato sborsa 45 euro al giorno, che porta il guadagno a 540 euro al mese. Il secondo: se l’istituto di accoglienza accetta anche la beneficienza, i costi di gestione giornalieri sono minori rispetto a quanto precedentemente calcolato. Per fare un piccolo esempio, infatti, le spese riguardanti le scarpe e i vestiti sono pari a 0 visto che sono i cittadini a fornirli.