Di Pubblicato il: 11 Settembre 2025Categorie: Attualità

Psicologi della Lombardia, studenti sempre più fragili: la centralità del sostegno a scuola

Milano, 11 settembre 2025 – Diffondere la consapevolezza che la scuola sia un contesto chiave per la prevenzione del disagio, la promozione della salute psicologica e la costruzione di un ambiente favorevole allo sviluppo, non solo per studenti e studentesse, ma anche per il corpo docenti, le famiglie e tutto il personale scolastico. Questo l’obiettivo con cui è stato costituito un Gruppo di Lavoro dedicato presso l’Ordine degli Psicologi della Lombardia, un investimento lungimirante per rendere lo psicologo scolastico una presenza quotidiana nella scuola, al servizio della collettività.

Lo psicologo scolastico si presenta sempre più come una figura cruciale per il benessere e la crescita degli studenti. A confermarlo è una ricerca condotta da un team di ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e del Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Ordine degli Psicologi della Lombardia.

L’indagine – condotta sotto la supervisione di Emanuela Confalonieri, psicologa e docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione presso l’Università Cattolica di Milano e di Veronica Velasco docente di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni presso l’Università degli studi di Milano – Bicocca – ha coinvolto circa 300 psicologi scolastici attivi nelle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado della Lombardia e ha permesso di conoscere un quadro dettagliato di questa importante figura professionale, specializzata nell’affrontare le sfide educative e relazionali della scuola.

Dall’indagine emergono, tra le tre aree di lavoro più attenzionate dagli psicologi scolastici, il counseling scolastico, la promozione della salute e la prevenzione del rischio. Inoltre, se nelle scuole primarie l’intervento si concentra sul supporto organizzativo e didattico, nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado prevale, invece, l’attività di counseling.

Tuttavia, i professionisti segnalano la presenza di ostacoli rilevanti, come un numero insufficiente di ore o l’inadeguatezza degli spazi di lavoro e di diverse aree di miglioramento su cui investire, tra cui spiccano in modo particolare la necessità di supervisione, la creazione di reti virtuose di collaborazione tra scuola e servizi territoriali e il confronto con altri colleghi .

I dati raccolti confermano la necessità di una più chiara definizione dello psicologo scolastico, da considerarsi non più soltanto nella sua misura d’intervento opzionale ed emergenziale, ma come costante presidio di prevenzione, ascolto e intervento capace di incidere tanto sulla salute mentale degli studenti quanto sul clima relazionale e sull’efficacia dell’intera comunità scolastica.

Il contributo professionale dello psicologo scolastico, infatti, si traduce in un sostegno concreto nella gestione di difficoltà emotive, relazionali e di apprendimento, nella mediazione dei conflitti non limitati alle mura scolastiche e, non da ultimo, nella promozione di un ambiente inclusivo.