La Provincia chiede la chiusura anticipata della caccia alla lepre

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La recenti esondazioni dei fiumi e dei corsi d’acqua del reticolo minore hanno provocato la migrazione in massa di animali, in particolare lepri, verso le zone asciutte. Stante questa situazione, l’Ambito Territoriale di Caccia Laudense Sud, frutto della condivisione con le associazioni venatorie, ha richiesto alla Provincia la chiusura anticipata della caccia alla lepre, per evitare eventuali abbattimenti di grandi numeri di animali rifugiati in un territorio ristretto.
“Abbiamo tempestivamente inviato la richiesta alla Regione Lombardia, che ha la competenza in materia, perché emani urgentemente un provvedimento di anticipo della chiusura della caccia al 21 novembre oppure autorizzi la Provincia ad adottare un proprio provvedimento restrittivo” dichiara il Presidente della Provincia Mauro Soldati, “Nel frattempo confido nella sensibilità dei cacciatori, perché, nelle more dell’adozione del provvedimento, limitino comunque la caccia nel territorio, in particolare delle tipologie di animali, come la lepre, che più risentono delle avverse condizioni ambientali. Esiste infatti già una norma che impedisce l’esercizio della caccia nelle aree soggette ad allagamenti, e che sanziona gli eventuali trasgressori.”
La nota della Provincia alla Regione richiama il fatto che lepre è una delle specie che pongono i maggiori problemi per la tutela, l’incremento delle popolazioni naturali e la regolamentazione della caccia. A tal proposito la Provincia, già dalla corrente stagione venatoria, attraverso la stipula di un protocollo con L’ASL, ha avviato un programma di monitoraggio sanitario della popolazione di Lepre comune, finalizzato a ricercare le possibili cause del fenomeno di diminuzione delle popolazioni di lepre e contrastarlo efficacemente.
Ciononostante, quest’anno la particolare situazione di negatività risulta particolarmente aggravata dalle avverse condizioni climatiche e dai recenti episodi atmosferici legati in particolar modo all’esondazione dei fiumi, canali e rogge presenti nel territorio provinciale. In molte aree, soprattutto lungo le aste dei corsi d’acqua naturali, ci sono zone completamente allagate per l’esondazione dei corsi d’acqua principali.
Le condizioni climatiche sfavorevoli, oltre a determinare problemi per la sicurezza delle persone, costituiscono un serio ostacolo anche per la sopravvivenza della fauna selvatica stanziale presente sul territorio provinciale. In questo contesto anche l’attività venatoria costituisce un fattore di ulteriore disturbo, tale da pregiudicare una gestione faunistica venatoria basata su principi di sostenibilità.
In base a quanto sopra descritto, fermo restando il divieto sancito dall’art. 43 comma 1 della L.r.26/93 e s.m.i., di esercitare l’attività venatoria su terreni allagati da piene di fiume, è necessario, anche su richiesta dello stesso mondo venatorio, assumere provvedimenti ad hoc, finalizzati ad una maggiore tutela della fauna selvatica stanziale, in particolar modo per la lepre, garantendo un minor impatto del prelievo venatorio sulle specie stesse, già svantaggiate dalle condizioni climatiche avverse.
Da ciò, anche in ragione di maggiore prevenzione del fenomeno di diminuzione della specie, accertato negli anni precedenti, la richiesta urgente alla Regione Lombardia di anticipare al 21 novembre la chiusura della caccia alla lepre comune.
La Provincia chiede anche, laddove la Regione ravvisi l’impossibilità di garantire un intervento nei tempi di urgenza del provvedimento richiesto, di legittimare un eventuale assunzione in via temporanea e per urgenza, a cura della Provincia stessa, di un provvedimento di maggior restrizione del periodo di caccia di una specie cacciabile, in ragione di un principio di salvaguardia e tutela di un bene indisponibile dello stato (art. 1 della Legge 157/92 e s.m.i.).


