“Orazione per la Repubblica”, questa sera appuntamento con Lodi Liberale

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Pietro Di Muccio
Lunedì 20 ottobre alle ore 21:00 presso la Sala Granata in Via Solferino 72 a Lodi presenteremo il libro “Orazione per la Repubblica” insieme all’autore Pietro Di Muccio, Direttore Emerito del Senato della Repubblica, e a Giorgio Bottani, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lodi.
Giuliomaria Montini, Presidente Associazione Lodi Liberale: “E’ da tantissimo tempo che si parla di riformare la Costituzione. Lunedì presenteremo il libro di Di Muccio, Orazione per la Repubblica, scritto nel 1990 che spicca per la sua incredibile attualità. La Costituzione Italiana viene analizzata articolo per articolo, evidenziando lacune, limiti alla libertà, contraddizioni e la straordinaria unicità che la caratterizza, ovvero di non essere il documento portante della nostra Repubblica, citando Di Muccio “La Costituzione Italiana non muore, perché in realtà non vive”. Infatti è un continuo rimandare a leggi decise di volta in volta da maggioranze diverse che attanagliano le minoranze di turno. Di Muccio afferma che non basterebbe “riformare” la Costituzione, ma essa sarebbe completamente da riscrivere con l’inchiostro della libertà.
Il libro scritto sotto la veste di un’orazione agli onorevoli e ai senatori è una predica ben scritta che rivendica un diritto dimenticato, quello di far giungere ai governanti la voce dei governati. Citando Ricossa: le frecciate di Di Muccio sono un servizio reso a coloro che ne sono il bersaglio, non importa se essi ne trarranno profitto o no. Ma se non ne trarranno profitto non sarà soltanto peggio per loro, sarà pure peggio per noi.”
Lorenzo Maggi, Segretario Associazione Lodi Liberale: “Lunedì sera presenteremo ai lodigiani un piccolo gioiello editoriale assolutamente attuale, nonostante sia stato pubblicato ormai 24 anni fa, che affronta di petto il tabù di quella che da molti è considerata “la più bella Costituzione del mondo”. Per un liberale le cose non stanno naturalmente così per vari motivi, ma principalmente perché la nostra Carta è un ibrido ideologico frutto del compromesso con esponenti che si ispiravano all’ideologia comunista, del tutto incompatibile con i principi di una vera costituzione liberaldemocratica. Il tutto è ampiamente esemplificato dalla lunghezza degli articoli della nostra Costituzione e dal fatto che spesso essi contengono principi contrapposti. Il libro di Di Muccio contiene perciò una dura e circostanziata critica alla nostra legge fondamentale, con una sua demolizione articolo dopo articolo. Vi è quindi una contestazione di quanto è previsto nella nostra Costituzione, ma soprattutto di quanto non è previsto: non viene garantita pienamente la liberta dei cittadini contro i soprusi dello Stato e non c’è, come invece dovrebbe esserci, la protezione sostanziale e assoluta degli individui e delle loro proprietà. Al contrario, la nostra Carta è stata concepita e utilizzata come uno strumento prescrittivo dei caratteri della pervasiva azione pubblica (utile per ottenere qualsiasi risultato in qualsiasi campo), il che evidentemente limita e impoverisce le libertà dei singoli. Ma oltre alla parte di critica e di demolizione, l’autore espone anche alcune originali innovazioni costituzionali, sempre all’insegna del più limpido liberalismo, come, ad esempio, la previsione del principio di protezione della libertà di contratto: “Nessuna legge può modificare le obbligazioni derivanti da contratti tra adulti consapevoli. Nessuna legge può rendere inefficaci i contratti e modificare le prestazioni contrattuali in corso”.
Quando si parla di riforme costituzionali normalmente ci si concentra sulle modifiche alla seconda parte (“Ordinamento della Repubblica”), che servirebbero per rendere più efficiente, efficace e veloce l’operato del nostro sistema istituzionale, il che è sicuramente necessario e auspicabile, ma ci si dimentica spesso che molti dei problemi e delle difficolta che viviamo hanno la radice nella prima parte della Costituzione (“Principi fondamentali” e “Diritti e doveri dei cittadini”), considerata a torto intoccabile. Perciò lunedì sera, dopo aver affrontato quello degli ogm, cercheremo di rompere anche questo tabu insieme a un insigne studioso liberale e al Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lodi”.


