Di Pubblicato il: 13 Dicembre 2014Categorie: Attualità

Lodi Liberale. Lunedì 15 dicembre presentazione indice liberalizzazioni con Oscar Giannino e Massimiliano Trovato

Oscar Giannino Lodi

Lunedì 15 dicembre alle ore 21:00 appuntamento con le iniziative di Lodi Liberale. Nella Sala Rivolta (ex Ridotto del Teatro alle Vigne) in Via Cavour 66 a Lodi sarà presentata l’edizione 2014 dell’Indice delle liberalizzazioni. Ospiti della serata Oscar Giannino e Massimiliano Trovato, autore di 3 dei 10 capitoli del volume.

Giuliomaria Montini, Presidente Associazione Lodi Liberale:

“L’Indice delle liberalizzazioni – il rapporto annuale che l’Istituto Bruno Leoni pubblica dal 2007 – si propone di identificare, attraverso il confronto tra l’Italia e altri 14 paesi europei, l’esistenza e l’incidenza di barriere all’ingresso in dieci settori economici. E’ proprio a causa di queste barriere che i potenziali concorrenti sono privati dell’opportunità di offrire i loro prodotti; allo stesso tempo i consumatori non possono accedere a un’offerta più plurale e a prezzi più convenienti.

Un mercato è libero quando vi è piena libertà di entrata: liberalizzare significa rimuovere le barriere all’ingresso e dunque creare condizioni favorevoli alla concorrenza. I maggiori ostacoli alla competizione sono di origine normativa e per tale motivo la più importante misura di liberalizzazione consiste in un processo di deregolamentazione ad ampio raggio.

La ricerca dell’IBL dà le proprie pagelle basandosi su quattro fattori: la libertà d’ingresso nel mercato, la presenza azionaria dello Stato, i vincoli normativi e, infine, la mobilità della domanda (ossia la facilità con cui un consumatore può lasciare un fornitore per un altro). Da quest’analisi si evince purtroppo che l’Italia è un paese poco aperto alla concorrenza e al mercato, soprattutto nel settore dei servizi, a causa di barriere alla competizione o all’intervento diretto dello Stato”.

Lorenzo Maggi, Segretario Associazione Lodi Liberale:

“Anche quest’anno saremo la prima città italiana a promuovere l’Indice delle liberalizzazioni dopo la presentazione nazionale svoltasi a Roma lo scorso 27 novembre.

Liberalizzare un settore economico significa sostanzialmente garantire tre cose: libertà di entrata, libertà di esercizio e libertà di uscita.

La libertà di entrata viene garantita quando non esistono barriere – normative, regolatorie, fiscali o parafiscali – che impediscono o limitano l’ingresso in un settore economico. In questo modo la concorrenza esistente assicura il massimo in termini di efficienza, bassi prezzi, innovazione e soddisfacimento dei bisogni del consumatore/utente. Lo stesso ruolo viene svolto dalla pressione esercitata dalla concorrenza potenziale dei nuovi attori economici che potrebbero decidere di entrare in un mercato, attratti dai profitti registrati dalle imprese presenti o perché pensano di poter fare meglio di esse.

La libertà di esercizio è garantita quando le imprese presenti in un settore hanno la possibilità di prendere decisioni autonomamente senza dover cedere le leve fondamentali alle autorità regolatorie, soprattutto in termini di innovazione di prodotto e di processo.

La libertà di uscita viene spesso dimenticata ma è fondamentale perché garantisce che funzionino correttamente i meccanismi economici di incentivi e sanzioni che si traducono in profitti e perdite. Quando non funzionano vuol dire che esistono imprese che sono sottratte al giudizio dei consumatori, che si esprime nelle scelte di acquisto o meno dei beni e servizi proposti. In questo caso si producono sia una vera e propria “tassa”, a carico dei contribuenti che sono costretti a sovvenzionare imprese inefficienti, che una distorsione della concorrenza, a discapito delle imprese migliori esistenti sul mercato e dei potenziali competitori.

Rispetti ai dieci settori economici analizzati (carburanti, gas naturale, lavoro, elettricità, poste, telecomunicazioni, televisione, trasporto aereo, trasporto ferroviario e assicurazioni), solo due Paesi europei, sui quindici presi in considerazione, fanno peggio dell’Italia, il che è contemporaneamente un male e un bene. Un male perché ovviamente questo si ripercuote negativamente sulla crescita economica e sul benessere degli italiani. Ma è anche un bene perché significa che possiamo ancora fare molto per rilanciare l’economia nel nostro paese attivando la leva delle liberalizzazioni, attraverso misure “a costo zero” che non pesano sul bilancio pubblico e che beneficiano i consumatori consentendo loro, nel medio-lungo periodo, di poter acquistare beni e servizi migliori a un prezzo inferiore.

Le liberalizzazioni quindi, aprendo i mercati alla concorrenza, sono uno strumento necessario per stimolare le energie imprenditoriali e contribuire in questo modo al ritorno della crescita economica di cui il nostro paese ha un dannato bisogno.

Lunedì sera ne discuteremo insieme a Massimiliano Trovato, che ha curato 3 capitoli dell’Indice, e ad Oscar Giannino, che non credo abbia bisogno di presentazioni. Sarà un’importante occasione per discutere di un tema decisivo per il futuro dell’Italia e siamo certi che i lodigiani vorranno cogliere questa grande opportunità che offriamo loro”.